1. Sono tua


    Data: 03/03/2020, Categorie: Etero Autore: schiavadelcazzo

    Ed eccoci qui… devastata dopo questa goduriosa giornata.
    
    Ho atteso tanto questo pomeriggio, ero così agitata quest’oggi e adesso è già passato; seduta al tavolo di un locale in cui sono venuta a recuperare la cena dopo essere passata da casa a indossare abiti “civili”. Jeans, maglione e scarpe da ginnastica da insospettabile brava ragazza.. niente a che vedere con l’abbigliamento che nulla lasciava all’immaginazione di qualche ora fa.
    
    Mentre scrivo mi saltano all’occhio i segni delle manette che avevo oggi ai polsi: chissà chi me le ha legate alla catena.. da bendata era difficile capire chi facesse cosa. Subito appena arrivati in quella mansarda ho notato qualcosa di strano: una borsa di donna appoggiata sul divano. Per non parlare dello strano modo in cui siamo entrati, un colpo di citofono, la porta che si apre ma all’interno del dungeon, nessuno. Un dungeon. In Gabbia ne ho sentito parlare spesso ma non ne avevo mai visto uno. Immaginavo che mi avrebbe portata in un posto simile anche se ho cercato di fare l’indifferente, la superiore, appena entrati lì dentro. Ero già un lago quando lui mi bendò. Di certo gli orgasmi in macchina tramite l’ovetto wifi hanno ben aiutato i miei umori ad uscire copiosi dalla mia figa depilata per l’occasione. Così bendata non vedevo proprio nulla: una bella benda nera, resistente, pesante che non faceva trasparire nemmeno la luce.
    
    Mi trovai così al buio mentre lui vedeva benissimo tutto quello che desiderava visto che mi fece ...
    ... spogliare completamente. Cominciò ad andare in giro per la stanza cercando non so cosa e io non sapevo cosa pensare, cosa fare, ero lì completamente nuda con l’ovulo ancora inserito e lui non mi era vicino. Mi sentivo persa, smarrita. Ignoravo cosa stesse “progettando”, cominciavo a sentire rumore a destra, poi a sinistra, a volte anche in contemporanea in direzioni opposte. Si riavvicinò a me e sentì o capii che aveva preso delle pinzette per capezzoli. Quanto le ho odiate con Sandro! Me le faceva indossare mentre chattavamo in cam e a volte mi imponeva di tirare la catenella che le teneva insieme. Odiavo quel dolore, non sopportavo tirare la catenella fino ad alzare i miei pesanti seni; facendolo da me avevo l’escamotage di “imbrogliare” un pochino, non avrei mai permesso ad altri all’infuori di me di fare lo stesso, perché non avrei avuto il controllo su come attaccare le mollette al meglio senza sentire troppo male.
    
    Quando ho sentito che ha avvicinato a me quell’aggeggio infernale ai miei seni mi sono ritratta, ridendo come al mio solito quando sono nervosa, in imbarazzo. Lui imperterrito riprese le mollette e me ne attaccò una al capezzolo sinistro. Cazzo che male! L’ho staccato subito, questa volta implorando seriamente di non usarle, non le sopportavo. Avrebbe potuto arrabbiarsi, invece molto pazientemente le posò senza più provare a martoriarmi i seni.
    
    Cambiò tattica.. mi fece inginocchiare ordinandomi di succhiare il suo cazzo. Sentivo che voleva umiliarmi e non ...
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