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Sono tua
Data: 03/03/2020, Categorie: Etero Autore: schiavadelcazzo
... con il fallo finto e io facevo fatica a farmi piacere la figa e i sapori di Cristina. Nonostante questo cercai di impegnarmi per darle almeno un po’ di quel piacere che lei aveva dato a me, non volevo deludere il mio signore, ero appena diventata sua, non avrei potuto e dovuto rifiutare le sue richieste. Mentre stavamo facendo quel 69 lesbico lui continuava a frustare le mie natiche e dei lamenti mi sfuggirono dalle labbra. Non so se fosse un effettivo dolore o un modo per sottrarmi al dovere di leccare quella figa sopra la mia bocca. Lei faceva sapere a Mauro che non è che leccassi poi così ben e lui per punizione smise si scoparmi col fallo come aveva minacciato di fare. Mi sembrarono minuti interminabili quando finalmente lei si alzò e si andò a lavare. Senza di lei su di me potei guardare negli occhi il mio neo-Padrone. Alzai il busto verso di lui e gli rubai un bacio. Ero contenta di non essermene andata all’inizio del pomeriggio, non avrebbe potuto esserci conclusione migliore. Mi liberò le caviglie da quella posizione scomoda, ormai avevo le gambe completamente addormentate. Chissà per quanto tempo son rimasta legata? Ormai era tardi.. le 20 ...
... passate, lui doveva far rientro a casa. Con mio grande dispiacere, cercando di non farlo notare, iniziammo a rivestirci e sistemarci raccogliendo indumenti e oggettistica sparsi per la mansarda. Ora me la ridevo scambiando battute e confidenze con entrambi come se l’incazzatura delle prime ore non fosse mai esistita. Salutammo Cristina e ci dirigemmo verso la macchina commentando i vari avvenimenti del pomeriggio. Lui guidava per riportarmi al mio mezzo di trasporto, volle spiegarmi i motivi della presenza della sua amica, tenendomi e baciandomi la mano in segno di perdono. “ho spiegato a Cristina che non volevo essere sottomessa da lei, che non doveva intervenire: le ho detto Giulia è mia!” “GIULIA è MIA”.. quanto mi piacque quella frase! Prima ancora di sapere di essere sua, lui lo sapeva già. Arrivammo al parcheggio, gli ultimi istanti insieme, gli ultimi baci che già anticipavano la passione e la voglia di possederci del prossimo incontro. La prima richiesta del mio Signore: “aspetto il racconto”. “Vedremo…”. “No, non vedremo- disse autoritario-aspetto il racconto”. Come da istruzioni del mio padrone spero di aver esaudito e soddisfatto il suo ordine. .