1. Sono tua


    Data: 03/03/2020, Categorie: Etero Autore: schiavadelcazzo

    ... frasi per mettere fine a tutto questo e andare a casa ma non era quello che volevo.
    
    Mi sono eccitata tanto in queste settimane, il desiderio di stare con lui di sentirmi sua era più forte della rabbia che provavo. Avrei solo voluto stare sola con lui. Anche quando la mistress si allontanò e finalmente mi trovai le mani libere dalle manette non riuscivo a tranquillizzarmi. L’unica cosa che riuscivo a dire è che non erano questi i patti; ancora bendata è seduta sul materasso sentii che lui si sdraiò davanti a me. Adesso era dolce, voleva coccolarmi probabilmente preso dal rimorso di quella situazione spiacevole. “no, non è così che funziona”! no, non mi si compra con due carezze se mi si fa incazzare così. Voleva un bacio ma non avevo nessuna intenzione di cedere a questo modo di comprarmi. Mi disse che se lo sarebbe preso lui quel bacio così mi prese per i capelli mi immobilizzò e mi ritrovai la sua lingua attorcigliata alla mia; cercavo di fare resistenza ma ero immobilizzata dalla sua mano sulla nuca e la sua bocca premuta con forza sulla mia.. questo modo di essere presa mi eccitava nuovamente nonostante le mie resistenze man mano riuscì ad addolcirmi e la mia bocca cominciò a corrispondere a quel bacio appassionato a cui non seppi resistere.
    
    Ancora bendata mi sdraiò e mi penetrò. Non ricordo se fosse la prima volta ma mi piacque. Mi piacque nonostante avessi desiderato il contrario. Mi dava così fastidio essere scopata con qualcuno nella stanza che potesse guardare ...
    ... la mia nudità, il mio modo di godere, il mio essere indifesa data da quella benda e da quel cazzo ch emi scopava e che mi piaceva da matti anche se cercavo di non farmelo piacere.. inutilmente! Gli chiesi di smettere anche se ne stavo godendo, mi alzai verso di lui per interrompere quella dolce tortura. Non ne voleva sapere! Mi ributto sul letto scopandomi con ancora più vigore quasi a sottolineare la mia impotenza e la sua voglia di dominarmi e prevaricare le mie volontà. Venni eccitata da questo suo modo autoritario di fare.
    
    Ne seguirono dialoghi arrabbiati, mi alzò un attimo la benda per guardarmi negli occhi, partì uno sguardo di fuoco avessi avuto i super poteri credo che lo avrei incenerito. Riabbassò subito la benda, non so se per timore di quello sguardo arrabbiato o per rimettermi nella condizione dell’ignoranza del buio. Volevo parlargli, forse insultarlo ma non sapendo chi ci fosse nella stanza non mi uscì nulla dalle labbra. Non mi piace parlare dei miei sentimenti delle mie emozioni in presenza di estranei. Riguardano me e me soltanto e sono IO che voglio decidere chi deve sapere cosa succede dentro la mia testa e dentro il mio cuore. Lui intanto rimaneva in silenzio probabilmente guardandomi; di tanto in tanto tirava fuori qualche domanda, sentivo lei scrivere e successivamente lui parlare. Cosa fa? si fa suggerire le domande pensavo… non essendone sicura me ne stetti zitta. Ad un certo punto intervenne anche lei spiegandomi che c’era solo lei nella stanza e ...
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