1. Sono tua


    Data: 03/03/2020, Categorie: Etero Autore: schiavadelcazzo

    ... che era lì solo per il mio piacere. Questa nuova “intrusione” nella nostra intimità mi urtò nuovamente. Non è a lei che stavo parlando non erano le sue risposte che volevo sentire. In realtà non ce l’avevo con lei, lui sapeva benissimo il motivo di tanta rabbia.
    
    Mi sdraiai a pancia in giù e finalmente mi tolsi la benda mentre il mio viso era rivolto verso il muro così da non dover incrociare gli occhi di lei. Adesso ero faccia afaccia con lui, ch emi guardava con uno sguardo dolce, comprensivo accarezzandomi la pelle nuda. Ora che avevo riacquistato la facoltà di guardarlo la rabbia cominciava a scendere. Mi ritrovai non so come con il viso vicino al suo sesso e pretese che glielo prendessi in bocca: non ero ancora abbastanza tranquilla per regalargli quel piacere, non ritenevo lo meritasse. Come fece in precedenza mi impose a gesti di succhiargli il cazzo.. quanto mi piace essere violentata in quel modo, mi fa sentire troia e in questo caso la SUA troia che nonostante tutto deve pensare al suo piacere; avrei potuto fare più resistenza, non sarebbe riuscito a farmi aprire la bocca se non avessi voluto veramente ma la voglia di sentire il suo piacere in gola prese il sopravvento. Sapevo che se avessi resistito un po’ di più lui avrebbe desistito e non ero certa che fosse quello che volevo. Ora avevo voglia di berlo, di sentire il gusto della sua sborra sulla mia lingua e invece con la stessa forza e autorità con cui mi scopò in bocca mi girò per scoparmi a pecorina. Mi ...
    ... penetrò in figa di violenza e subito dei gemiti riecheggiarono nella mansarda. Dov’era la sua amica? In quel momento per la prima volta dall’inizio del pomeriggio non mi importò e mi lasciai andare alle sue mani che mi ghermivano i fianchi, al suo cazzo che mi scopava di forza e mi faceva sentire sua fino a che venne sulle mie natiche e sulla mia schiena.
    
    Si ripulì con un pezzo di carta e venne a stendersi affianco a me. Quanto mi piace farmi coccolare dopo essere stata violata in quel modo, dopo tanta arrabbiatura, sesso, violenza, incomprensioni, sottomissioni, devozione era il regalo più grande che potesse farmi. Mi faceva sentire protetta, amata come un padrone ama la sua schiava. Non so per quanto tempo restammo abbracciati, accarezzandoci la pelle nuda, scambiandoci dolci effusioni che nulla avevano a che vedere col trambusto successo fino a quel momento. La sua amica ci sbeffeggiava scherzava sul fatto che sembravamo due innamorati. Ormai non mi importava più della sua presenza; ci eravamo soddisfatti a vicenda, finalmente da soli e questo mi riempiva il cuore di gioia. Alla fine avevo avuto quello che tanto avevo desiderato da settimane. Gli piaceva sentire la mia mano che gli accarezzava dolcemente il petto con le dita che si soffermavano sui capezzoli mentre lui corrispondeva a quelle carezze. Gli chiesi se fossi la sua troia: questa domanda mi nacque in modo del tutto naturale, senza imbarazzo o ritrosie di nessun tipo. Lui mi rispose che dovevo dirglielo io se ...
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