1. Festa alla festa


    Data: 05/03/2020, Categorie: Etero Autore: 2porcellini2

    ... sguardo cercando nella sala, fino a che incrociò i loro sguardi.
    
    Gli regalò un sorriso solare, che divenne timido fino a costringerla ad abbassare lo sguardo e arrossire.
    
    Anche da quella distanza e nonostante l'abbronzatura sapevano che era arrossita...
    
    Si guardarono e si sorrisero, un altro bacio appassionato e si lanciarono in pista.
    
    Ballarono a lungo, presero altri cocktail, sorrisero, sudarono anche loro in mezzo a tutta la gente che affollava la pista, la musica era bella e loro spensierati.
    
    Ogni tanto si cercavano e ottenevano sempre la stessa risposta, lei sorrideva e abbassava lo sguardo.
    
    Passò tra loro insieme alle amiche dirette al bar, si soffermò a salutare, due baci sulla guancia per lui, due baci sulla guancia per lei. Lei la cinse un attimo per tentare di dirle qualcosa all'orecchio.
    
    Questo è quello che avrebbe detto chiunque sulla pista avesse osservato casualmente la scena.
    
    Lui sapeva che le aveva baciato teneramente il collo, e palpato delicatamente il sedere, prima di lasciarla continuare verso il bar con le amiche. In quell'istante la guardò meglio, apprezzando la zeppa intrecciata in jeans, che metteva in mostra un bel piedino con lo smalto rosso brillante, intonato a quello delle mani.
    
    Continuarono a ballare, la sbirciarono ripassare con un nuovo cocktail, trascinata per mano da un ragazzo che non conoscevano.
    
    Bevvero e ballarono ancora.
    
    L'ambiente era ormai surriscaldato, era il momento di una pausa.
    
    La cercarono con ...
    ... lo sguardo e le fecero un cenno, breve invisibile perentorio. Uscirono e senza farsi notare si diressero alla macchina, al centro del prato adibito a parcheggio, circondata da molte altre.
    
    La videro avvicinarsi da lontano, barcollando leggermente, guardandosi intorno spaesata. Con un rumore si fecero individuare e lei li raggiunse.
    
    Arrivò inciampando e rovesciandosi un po' del mojito su un piede, rise poi si ricompose intimidita, testa in basso guardandosi la punta dei piedi, muovendo le dita bagnate che sentiva appicicaticcie.
    
    La salutarono, con un caloroso bacio, con la lingua, entrambi.
    
    "Finisci il mojito ora"
    
    "ma..
    
    ma è tanto" balbettò lei.
    
    "FINISCI IL MOJITO ORA" ordinò lui con tono perentorio, lei eseguì senza indugiare oltre.
    
    Le prese il bicchiere e lo buttò a terra lontano.
    
    "Sai perché sei qui vero?" proseguì, "Certo padroncini" rispose. "Bene", finalmente anche la sua compagna parlò.
    
    Non si accontentò di parlarle, la baciò ancora, la palpò, le sollevò poco delicatamente il tubino di jeans e prese ad accarezzarla. Non indossava nulla sotto come le era stato ordinato, "brava, brava, senza mutandine come una troietta, la troietta che sei" le sibilò nell'orecchio mordicchiandolo.
    
    Le parole erano seguite a breve dalle dita che percorsero tutto il sedere, soffermandosi sul buco. Quando ritrasse le dita le annusò e poi le fece annusare anche a lei "senti cagnetta, senti come profumi di sesso".
    
    Nel frattempo lui aprì il bagagliaio, la luce ...
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