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Festa alla festa
Data: 05/03/2020, Categorie: Etero Autore: 2porcellini2
... mani, assaporandolo e ingoiandolo. Era la prima volta in vita sua che lo faceva. Quando ebbe finito fu costretta a leccarsi le dita. "E quella ? non vorrai lasciarla" le disse, e con un dito raccolse il primo schizzo dal suo avambraccio, per poi portarglielo in bocca. "Brava il nostro cagnolino lecca la sborra, vedrai che se sarai brava ne berrai ancora tanta". "Ora in piedi". Si ripulirono con qualche fazzoletto, la tensione era scemata, era chiaramente tutto finito. Lei era un po’ stordita, le guance rosse, le natiche in fiamme, un oggetto di metallo che le navigava nel sedere. Lui le tirò giù il vestito, lei le diete due baci dolci sulle guance. "Ora puoi tornare alla festa a divertirti, e ancora auguri per il tuo trentesimo compleanno" le dissero sorridendo affabili. Lei riabbassò lo sguardo ed arrossì ancora di più "Grazie per tutti gli splendidi regali di questa sera padroncini" diede un timido e leggero bacio sulla bocca a entrambi, e si allontanò con le scarpe in mano, i piedi dolcemente rinfrescati dal contatto con l'erba. Mentre si stava riavvicinando alla festa e alla musica, arrivata al marciapiede si fermò appoggiandosi alla parete per rimettersi le scarpe, sorrise scuotendo la testa, quei pochi metri le avevano fatto capire il perché le avessero fatto scegliere quel vestito, non tra i più belli ne tra i più recenti tanto da essere poco morbido. ...
... E su questo loro avevano fatto conto, ad ogni passo era bombardata di sensazioni, la tela ruvida del jeans sfregava sulle natiche infiammate dagli "auguri" inferti, il dolore le faceva mordere il labbro, ogni passo era una piccola agonia e un dolce piacere. Il plug in metallo lo sentiva dentro di lei, sensazione strana, diversa da un "semplice" dito simile a un dildo ma privo di movimento. La parte larga e pesante assecondava i suoi movimenti imponendone altri allo stelo, che non era in grado di spostarsi. La sensazione era diversa e in parte la eccitava, ma non la sentiva arrivare ad un piacere degno di questo nome, era come arrivare vicino al momento di venire, consapevole di non poterci arrivare. Finì di infilarsi le scarpe e trottò verso il bar, dove ordinò un altro mojito, andò verso la sala da ballo, venne presa per mano dai suoi amici che facevano il trenino sulle note di Maracaibo. Anche loro stavano rientrando, tutto quello che aveva scoperto loro già lo sapevano, e ne godevano, si avvicinarono alla sala, la videro sculettare tra la gente e per e per il trenino, si mordeva il labbro. Li vide. Arrossì consapevole di essere stata colta sul fatto, il fatto che stava godendo molto di tutte le sensazioni e sollecitazioni che provava in quel misto di dolore e piacere. Irrispettosamente fece loro la linguaccia, scoppiò a ridere e sparì nella calca danzante..