1. Alla fine della fiera


    Data: 06/03/2020, Categorie: Etero Autore: key-d

    ... ancora più a fondo, questo sembrava piacerle di più. Sempre con il cazzo ben dentro di lei mi chinai sulla sua schiena e le sussurrai "senti, se ti piace che ti faccio male, vuoi che te lo metta anche dietro?". Non rispose niente, ma io andai comunque velocemente a prendere il sapone liquido in bagno e con quello le bagnai il buchetto, infilandoci il dito. Mi lasciava fare e andai avanti nel mio proposito. Mi bagnai anche il cazzo di sapone e lo poggiai sul suo sedere, mentre lei se ne stava sempre accucciata sul divano, di spalle (che belle spalle, larghe, un po' ossute). Sembrava un po rilassata, un po rassegnata, forse solo stanca. Il buchino era tutt'altro che facile, non voleva saperne di lasciarmi passare. Pensai che anch'io forse ero stanco, ma un'occasione così quando mai mi sarebbe ricapitata. Forzai e forzai, la punta del mio pene sul suo ano che pian piano cedeva, mentre le allargavo le piccole natiche e quando un pezzetto fu dentro sentii che iniziava ad ansimare, per la prima volta e a gemere. Presi coraggio e spinsi ancora e ancora. Ce ne volle per farlo entrare tutto e una volta dentro non riusciva a scivolare, potevo solo spingere ancora e ancora, come per andare sempre più in fondo, anche se ormai sentivo il suo sedere caldo contro il mio bacino, più di così non si poteva. E allora spingevo e spingevo, ...
    ... come potevo. Le tenevo una mano sulla spalla, quasi a tenerla ferma, senza che ce ne fosse bisogno e con l'altra le tormentavo la fessura, anzi poi le infilai decisamente due dita dentro e le muovevo e sentivo che le piaceva. Con un filo di voce disse "che bello, mi pare di scopare con 2 assieme". Fermai le dita e il membro, comunque sempre dentro di lei e le chiesi "l'hai mai fatto con due ragazzi". Rispose di sì, ma non contemporaneamente, prima uno poi l'altro. "poi mi racconti" mi feci promettere. Ripresi a muovere le dita nella sua vagina ed a spingere il cazzo più dentro che potevo in fondo al suo culetto e in questa situazione non potevo resistere. Venni dentro il suo culo abbondantemente, dopo tutto questo, capirete. Quando riprendemmo il viaggio verso Pescara rimise i piedi sporchi sul cruscotto, la testa conto la mia spalla e dormì per tutto il viaggio, mentre io me la immaginavo mentre scopava con due uomini e mi chiedevo se l'aveva già preso dietro o fosse stata la prima volta. La svegliai solo alle porte della città, che era ancora buio e mi indicò con la voce piena di sonno la strada da seguire per portarla a casa. Ci eravamo rivestiti sporchi com'eravamo, non dovevamo avere un buon odore, chissà se qualcuno l'aspettava a casa. Mi lasciò il numero di cellulare, chissà se nel mio girovagare la reincontrerò mai. 
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