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La rompipalle stagionata
Data: 14/03/2020, Categorie: Etero Autore: ettoregrem
Era una donna bassa e pienotta, più vicina ai settanta che ai sessanta, con culo largo e tette piuttosto abbondanti e un po’ abbassate sul ventre rotondo, però aveva belle gambe, caviglie sottili e polpacci nervosi e ben disegnati. Aveva un viso rotondo con piccoli occhi scuri, un caschetto tra il castano ed il biondo ed un’espressione perennemente corrucciata che si apriva a rapide schiarite. Parlava rapidamente, gesticolando spesso, perennemente accanita nei confronti di vicini e parenti che, a suo dire, le facevano subire ogni sorta di sopruso approfittando della sua condizione di vedova. La caratteristica che la definiva meglio di ogni altra era la sua natura di ”rompipalle”. Si lamentava di continuo, polemizzava su ogni argomento e appariva perennemente insoddisfatta. Sempre brusca al limite della maleducazione, piuttosto rozza nei modi , in definitiva, sgradevole. In sostanza era una donna antipatica, inelegante e bruttina, tuttavia era una cliente per giunta non più giovane, pertanto quando dovemmo recarci in sopralluogo per visionare la proprietà agricola, oggetto delle sue lamentele nei confronti del parentado, mi parve naturale proporre, per pura cortesia: Se vuole ci potremmo incontrare fuori dal casello dell’autostrada e andare insieme…- Accettò la proposta senza complimenti, con il suo fare spiccio e poco cortese. Era una mattina di fine giugno, da poco erano passate le nove e il termometro dell’auto segnava già ventotto gradi, la giornata si ...
... prospettava caldissima e io avrei dovuto trascorrerne una buona parte in macchina con una vecchia rompiscatole. Mentre stavo lì a rimuginare infastidito dalla prospettiva, eccola arrivare. Indossava una gonna di jeans appena sopra il ginocchio, una leggera camicetta senza maniche con una fantasia floreale e un paio di sandali dorati con zeppa di sughero che donavano alla sua, tutt’altro che generosa, statura non più di tre centimetri. Stringeva una borsetta colorata e un fascio di documenti che, presumevo, fossero relativi all’oggetto della nostra uscita. - Buongiorno signora… - - Buongiorno dottore… che caldo… se penso che ci tocca andare fin laggiù perché quei disgraziati…- E fece partire la tiritera di recriminazioni e insulti contro il mondo che ce l’aveva con lei e contro il caldo. In viaggio cercavo di immaginare il costante chiacchiericcio proveniente dal sedile passeggero come un fastidioso rumore di fondo, non avevo la forza né la voglia di seguire il filo logico delle sue elucubrazioni, mi limitavo ad assentire col capo e a monosillabi di tanto in tanto. Appena mezz’ora di viaggio avevo bisogno di una pausa, proposi di fare una sosta e prendere un caffè. Fu al bancone dell’autogrill che notai il particolare capace di dare una svolta alla giornata. Dopo aver bevuto il contenuto della tazzina, mentre lei naturalmente seguitava a lamentarsi, gettando il tovagliolino appallottolato nel cestino, lo sguardo mi cadde sui suoi piedi. Notai una ...