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La rompipalle stagionata
Data: 14/03/2020, Categorie: Etero Autore: ettoregrem
... la soglia dell’appartamento: antipatica la padrona, antipatico il cane. - Basta Pippo… fai cuccia… - Cercò di tranquillizzarlo lei. - Buongiorno, che bel cagnolino…- Per la prima volta da quando la conoscevo mi sorrise, il suo volto si fece per un istante quasi grazioso. - E’ un rompiscatole… ma è la mia compagnia. Si accomodi.- Mi invitò a sedere ad un tavolo da pranzo di noce, scuro e piuttosto pretenzioso, come tutto il resto dell’arredamento che potevo vedere. Lei si sedette difronte a me, indossava una canottiera blu in maglia grossa di cotone, un paio di bermuda chiare e zoccoletti bassi da casa. I suoi alluci esibivano la solita elaborata pedicure, anche se con colori diversi rispetto all’ultima volta e le sue ascelle erano ornate dai soliti cespugli scuri. Il mio uccello fremette mio malgrado. Estratti i documenti dalla ventiquattrore, esposi i contenuti della mia relazione. Avevo fatto un buon lavoro, le mie conclusioni sostenevano in pieno la posizione della signora: sarebbe riuscita ad accordarsi con gli odiati parenti in modo molto conveniente. - Lo dicevo! Vede dottore… avevo ragione… Mi trattano come una cretina, ma li conosco i miei diritti! Pensano che sia una povera ignorante… di farmi accettare quello che vogliono…- La lasciai finire un monologo di cinque minuti livido di rancore, poi intervenni: - E, naturalmente, poi c’è la questione del mio onorario…- dissi mentre facevo scorrere una busta chiusa verso di lei. Sapevo ...
... di aver chiesto una somma piuttosto alta, ritenevo di meritarmela: il lavoro era stato impegnativo, si era resa necessaria una trasferta e le mie conclusioni si erano rivelate risolutive. Mentre scorreva il contenuto della busta vidi il volto rabbuiarsi: - Tutti questi soldi! Ma scherziamo! – - Prima che salti alle conclusioni, mi permetta di mostrarle questo… - un secondo documento, che avevo preparato appositamente, spiegava nel dettaglio le mie prestazioni, giustificando l’importo chiesto all’euro. - Ma sono un sacco di soldi… non me lo aspettavo… - - Signora, lo sa che è stato un grosso lavoro…- - Grosso lavoro... Si, per carità, non dico di no… ma non si potrebbe avere uno sconto? – Iniziammo a mercanteggiare, mi resi conto che oltre che antipatica era anche tirchia. Io ho sempre detestato quelle situazioni, non mi piace chi tira sul prezzo come al mercato. Improvvisamente mi venne un’idea: - Basta signora… va bene. – Sfilai dalle sue mani il foglio con la parcella e cancellai il totale con un rapido segno di penna, poi sotto scrissi un nuovo importo più basso anche dello sconto che lei stava chiedendo. - Facciamo così… contenta? – le allungai il nuovo totale, la vidi rasserenarsi. Prima che potesse rispondere aggiunsi: - - Però mi offre una cena… - Certo… si… va benissimo…- - Guardi che non scherzo sulla cena… - MI guardò, io le sorrisi alzando un sopracciglio, lei aveva un’espressione strana, era evidente che non sapeva cosa ...