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La rompipalle stagionata
Data: 14/03/2020, Categorie: Etero Autore: ettoregrem
... sperando che gli occhiali da sole ingannassero sulla reale direzione dei miei sguardi e che i pantaloni, abbastanza stretti, che indossavo, non rivelassero lo stato di erezione costante. Ripartimmo poco prima di pranzo. Per quanto avessi cercato di parcheggiare l’auto all’ombra di un filare di pioppi, nel tempo trascorso il sole era tornato a colpirla, quando risalimmo era un forno. - Santo cielo… ma non la poteva lasciare all’ombra? – Si lamentò lei. - Guardi che era all’ombra… è il sole si è spostato…- - Mah… se lo dice lei…- Piegando la bocca per il disappunto sbottonò un altro poco la camicetta e allargò le gambe sul sedile mentre si sventolava. La posa era scomposta, inappropriata e, per me, terribilmente erotica. Goccioloni di sudore le scivolavano nell’incavo tra i seni, la camicetta era talmente zuppa da risultare a tratti quasi trasparente. Feci un esperimento mettendo improvvisamente al massimo l’aria condizionata, l’efficienza delle berline tedesche non si smentì: in pochi secondi dalle bocchette usciva aria gelata. In men che non si dica due protuberanze ragguardevoli tesero la stoffa della camicetta della signora: là sotto ci dovevano essere due bei capezzoloni… - Ma cos’ha sta macchina? Che freddo! – protestò lei. - La sistemo subito… a volte fa così… mi perdoni. Che dice signora… è ora di pranzo… ci fermiamo a mangiare qualcosa da qualche parte? – Chiesi io speranzoso. - No no, per carità! Non ho mica tutto il giorno io… ...
... torniamo subito. – Mi stroncò senza riserve. Il mio primo tentativo di approccio era fallito, evidentemente la signora non era sensibile al mio fascino e la situazione non era la più favorevole. Il viaggio di ritorno volò, mentre lei si prodigava in un involontario spettacolino di scollature e scosci fradici di sudore. Una volta tornati ci congedammo: - Allora come restiamo d’accordo dottore? – - Mi lasci qualche giorno per predisporre le mie considerazioni e poi la chiamo…- - Va bene, ma faccia in fretta… che qua ho già perso anche troppo tempo! Buona giornata.- Si girò e se ne andò senza lasciarmi quasi il tempo di rispondere al saluto. Quella donna insignificante e antipatica, però, rimase nei miei pensieri per un bel po’. Una decina di giorni più tardi avevo terminato il lavoro, la chiamai: - Buongiorno signora, dovremmo vederci, ho i documenti che le servono. - - Facciamo venerdì pomeriggio? Domani e dopodomani sono impegnata. - - Venerdì pomeriggio alle sedici sarebbe perfetto. – - Puo’ venire lei da me? Alle cinque e mezza deve venire mio figlio, devo essere a casa. – - Sì, nessun problema… - - Bene allora: ci vediamo venerdì. La saluto. – Riattaccò con la solita maleducazione, senza attendere la mia risposta e lasciandomi con la cornetta in mano: la solita stronza. Alla data fissata giunsi a casa sua, mi accolse un piccolo cane rompiscatole che abbaiando forsennatamente si intrufolò tra i miei piedi non appena varcai ...