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La rompipalle stagionata
Data: 14/03/2020, Categorie: Etero Autore: ettoregrem
... spingere. Lei non fece una piega, solo un gridolino quando la cappella varcò la soglia dell’anello di muscoli dell’ano, entrai ancora e poi iniziai a pompare con calma. Con la sinistra le cercai il clitoride ed iniziai a masturbarla. - Ti piace? - - Ahhh…. Ahhh… Oddioooo… fa maleeee… - - Devo smettere? - - No… no… fa pianooo… ah…- Obbedii e, per un po’ feci piano. Poi venne: improvvisamente sentii lo sfintere contrarsi ritmicamente attorno alla mia asta e lei proruppe in una specie di ululato: - Oooooodddiiiooohhhhh! - Era venuta col culo, la troia, la prima volta che qualcuno glielo infilzava. Come un toro che vede rosso inizia a pompare duro: - Cazzo… sei venuta? Adesso ti do il resto della dose… - La sbattei più forte che potevo e lei lasciava fare, presi a insultarla: - Che vacca rotta in culo che sei… che troia… ti inculo fino allo stomaco… - Ah… ah… si… si… inculami…. si… ahhhhh…- Quando sentii che stavo per arrivare la presi per i capelli, le feci alzare il capo e le ordinai: - Tira fuori la lingua… cagna… te la voglio ciucciare mentre ti sparo nel culo un clistere di sborra… - Lei obbediente come sempre puntò la lingua verso di me e io, dando seguito alla promessa, gliela succhiai mentre le scaricavo una schizzata memorabile nell’intestino. Mi sfilai da buco accompagnato da un gorgoglio umido, tra le sue cosce iniziava a colare un ...
... misto di sborra e qualcosa di peggio. Lei, ancora piegata sul divano non si alzava. La sollevai e la presi tra le braccia, iniziò a singhozzare. - Che c’è? Che c’è ora? - Nessuna risposta, il pianto seguitava. Senza dire nulla la condussi per mano in bagno, aprii l’acqua della doccia, non appena raggiunta la temperatura desiderata le sfilano le scarpe e la attirai, sempre piangente, nel box. La lavai accuratamente, con dolcezza, carezzandola e masturbandola dolcemente. Il mio cazzo si era ridestato e puntava sulla sua schiena. Le presi una mano e la accompagnai sull’asta rigida dicendole: - Lo vedi l’effetto che mi fai? - Lei mi guardò e sorrise, il pianto si era calmato, la baciai. Preso un telo di spugna la asciugai, poi la accompagnai in camera e la feci distendere sul letto, adagiandomi in fianco a lei. Presi a giocare col suo pelo pubico e carezzarle le grandi labbra. - Per me è stato meraviglioso… - - Anche per me… - rispose. - Avevo paura che questo… diciamo “gioco”... un po’... rude, ti avrebbe spaventata…- - Beh… si… un po’... all’inizio… - - Ma poi ti è piaciuto? - - Humm… sì… - mi rispose sorridendo e arrossendo. - Ti piacerebbe giocare ancora… qualche gioco nuovo? - - Si… - - Penso che mi darai grandi soddisfazioni… - Le dissi, mentre affondavo un dito dentro di lei e mi infilavo in bocca uno dei suoi incredibili capezzoloni. .