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La rompipalle stagionata
Data: 14/03/2020, Categorie: Etero Autore: ettoregrem
... settimane ci trovavamo ogni altro giorno da lei, limonavamo come adolescenti e poi a casa. Il fine settimana la variante era una cena al ristorante prima della solita limonata con palpeggio. Non ne potevo più. La sera del terzo sabato filato che uscivamo insieme, dopo la consueta manfrina della trattoria (durante la quale mi sorbivo ogni volta le sue chiacchiere piene di livore e le sue lamentele), una volta giunti sul divano dove lei pregustava l’ennesima serata da fidanzatini, decisi di tentare il tutto per tutto: - Senti Elisa… io sto bene con te… - - Anch’io… - - Mi piaci molto… e ti rispetto… cioè, non so se mi capisci, ma non ho mai voluto forzarti…- - Me ne rendo conto.. sei stato molto carino…- - Ma vedi ecco… io… io… non ce la faccio più…- La vidi farsi seria: - Non mi vuoi più vedere? - - No… no… anzi… insomma, io sono un uomo di quarant’anni, non un ragazzino… ho bisogno di un rapporto più intimo… mi capisci…- annuì, proseguii -... solo che ogni volta che cerco di avvicinarmi a te mi sento respinto… ti irrigidisci… cosa c’è che non va?- - Io… non so… ho paura… è tanto che non vado con un uomo… poi mi vergogno…- - Di che? - - Dai, lo so che non sono bella, sono vecchia… ho paura di deluderti… che tu non mi voglia…- Le presi le mani e mentii spudoratamente: - Chiariamo una cosa: io ti trovo bellissima - Falso. - Ti desidero più di ogni altra cosa, non penso ad altro… non è possibile che tu mi deluda, perché mi piaci ...
... come persona, ti rispetto e voglio entrare nella più completa sintonia con te… - Falso. - Poi… sai ho le mie esigenze… - le presi la mano e me la posi sul pacco, lei diede una timida strizzata - … mi fai diventare pazzo, io tutte le sere vado a casa in questo stato… nelle ultime settimane mi sono dovuto masturbare come a sedicianni… - Falso… cioè, qualche sega me l’ero fatta... ma la domenica precedente, per esempio, mi ero scopato una zoccoletta ventitreenne conosciuta quello stesso giorno nel bagno del ristorante, durante la cena di pesce seguita ad una giornata con amici in barca sul lago a base di prosecco… viva la libertà di costumi delle nuove generazioni! - Ma a te non piacerebbe lasciarti andare? - le chiesi in coclusione. - Oddio… - nascose il viso nelle mani - … si… credo di si… ma… non posso, non me la sento…- Mi avvicinai sussurrandole nell’orecchio: - Non ti piacerebbe che ti dessi… più piacere? Farei solo le cose che ti piacciono… non serve che tu me le dica… le scopriremmo insieme… vorrei vederti godere… - Le infilai la punta della lingua nell’orecchio, lei ansimava. - Non dirmi di no… lasciami fare… se mi vuoi bene lasciami fare… - - La mia mano si insinuò tra le sue gambe, stavolta si dischiusero leggermente. - Vedrai.. sarà fantastico… vedrai… mi pensi quando sei sola?- Annuì. - Ti tocchi quando pensi a me? - Un’esitazione, poi di nuovo un cenno affermativo col capo. - Adesso voglio toccarti come fai tu quando sei ...