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La rompipalle stagionata
Data: 14/03/2020, Categorie: Etero Autore: ettoregrem
... sola… - Un brivido la percorse, per me era un sì. La mia mano risalì lentamente l’interno coscia sollevando la sottana e scoprendole le gambe, erano toniche e muscolose, piuttosto belle, probabilmente la sua parte migliore. Raggiunsi gli slip di cotone bianco assolutamente anonimi che indossava, alzai ancora un po’ la sottana per scoprirli: ecco di nuovo i ciuffi scuri di pelo fuoriuscire ai lati del tessuto. Notai che aveva una patata bella piena, un’evidente macchia bagnata e l’odore muschiato che si propagava da là sotto rivelavano ancora una volta la sua eccitazione. Infilando le dita sotto l’elastico resi evidente il mio intento di sfilarle le mutande, esitò un istante ma poi sollevò il bacino per agevolare la manovra. Alzai lo sguardo, per sorriderle e rassicurarla, il suo viso avvampava, il petto le si alzava e abbassava in una respirazione convulsa, mi guardò un istante con espressione indecifrabile e poi chiuse gli occhi e ruotò il capo come a dire “fai quello che vuoi, io non ne voglio sapere”. Rivolsi di nuovo la mia attenzione a quello che c’era più in basso: tra due abbondanti labbra carnose, ancora ripiegate perché sino a poco prima costrette dagli slip, stillava una generosa quantità di secrezioni lucide e filanti, il tutto incorniciato da una rigogliosa foresta di peli marrone screziati di grigio. Dischiusi la sua fica allargando quegli impressionanti labbroni. una cosa incredibile, parevano due cotolette, carnosi e spessi quasi un ...
... centimetro fuoriuscivano per almeno quattro dita. Erano scure, quasi nere sul bordo esterno e degradavano sino al rosa alla base. Le spalancai bene: la loro estensione raggiungeva l’interno coscia e rivelava l’interno di una figa di un intenso rosa, bagnata e pulsante. Sulla sommità un clitoride rosa simile al gommino di una matita faceva capolino. - Wow! - esclamai - … guarda che roba ….- - No! - protestò lei cercando di serrare le gambe - … non mi guardare li! - Tenendole le cosce spalancate e vanificando il suo tentativo dettato dal pudore replicai: - Perchè non ti dovrei guardare lì sotto? E’ da settimane che penso alla tua passerina… - “Passerina” era il termine meno adatto a descrivere quella figona, quella specie di taco di carne bollente che si ritrovava tra le gambe. - Perché sono… perché non sono bella… lì… non ero così… ma dopo i figli… - In effetti le quattro gravidanze avevano senz’altro slabbrato la caverna, ma quella era indubbiamente già dotata di suo. - Scherzi? Io vedo un fiore… molto invitante… sei… sei… bellissima… una cosa unica… - “Bellissima” era, ovviamente una discreta cazzata… però sul concetto di “una cosa unica” ero stato assolutamente sincero. Scattai una foto mentale dello spettacolo e affondai la faccia in quella caverna. Leccai e succhiai a lungo, stimolandola con una, due, tre e quattro dita. Le tormentai il clitoride, che ora pulsava gonfio e lucido. Dedicai tutta l’attenzione possibile ai due labbroni, gonfi e ...