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La rompipalle stagionata
Data: 14/03/2020, Categorie: Etero Autore: ettoregrem
... rispondere. - Ho detto che non sto scherzando sulla cena… con lo sconto che le ho fatto, praticamente, non guadagno nulla, mi pare che una cena sia il minimo…- - Va bene… non so che dire… io non esco mai… dove vuole andare? – Chiese arrossendo. Le accennai ad una trattoria che conoscevo, un posto carino, non troppo sofisticato, con prezzi ragionevoli e dove non andavo troppo spesso… non mi andava di incontrare gente che frequentavo abitualmente accompagnato da lei. Ci accordammo per l’indomani. Ovviamente sarei passato a prenderla. La lasciai leggermente imbarazzata e piuttosto stupita della piega presa dagli eventi, aveva persino smesso di lamentarsi. Le strinsi la mano sulla soglia di casa, il palmo era sudato: - A domani allora, buona sera. – - Si… a domani… - Avevo un appuntamento, bene. L’avevo destabilizzata e spinta in un terreno sconosciuto, molto bene. All’ora fissata, puntuale come un orologio svizzero, l’indomani ero da lei. Suonai e mi rispose il solito abbaiare del cagnolino rompipalle. Mi aprì lei. Indossava un abito a maniche corte blu con motivi floreali panna, che le arrivava al ginocchio, sandali neri con un tacco basso e un filo di perle, era leggermente truccata e percepii l’aroma di una colonia. Restava una donnina insignificante e troppo in carne ma si era preparata con cura, come per un appuntamento galante, era evidente. Ottimo segno. - Signora è veramente elegante… - - Oddio… grazie… non so che dire… - Arrossì ...
... come un’adolescente. La scortai alla macchina, le aprii la portiera con il duplice intento di compiere un atto di galanteria e di darle un’occhiata alle gambe mentre sedeva. Il mio comportamento la stava confondendo, era impacciata e aveva perso l’arroganza che la caratterizzava. Riconobbi a stento il suo carattere, soltanto in alcuni momenti durante la cena, mentre la conversazione si spostava sul nostro rapporto lavorativo, vidi uscire la vera lei, la stronza incattivita che ce l’aveva con i parenti e col mondo. Fui molto attento nel contenere quegli istanti di livore, alleggerendo la conversazione, chiedendole dei figli, del nipotino appena nato, del suo cane e di tutte le cose che, pareva, le dessero un sincero piacere. Beveva poco, ma ebbi cura di mantenerle il bicchiere pieno e di invocare più di un brindisi. Dopo il secondo, mentre attendevamo il dolce, era ormai sciolta e suo agio. Rimaneva una compagnia poco piacevole ma, per lo meno era sopportabile. Cercai di portare i la conversazione a un livello più intimo: - Signora, le posso chiedere una cosa? – - Cosa? – - Non ho potuto fare a meno di notare la sua splendida pedicure…- - Cosa vuole che le dica… - arrossì per l’ennesima volta quella sera - … me la fa mia nuora… è estetista… - Svelato l’arcano, in effetti era un vezzo che non riuscivo a coniugare col carattere della donna. - Beh… sua nuora è una ver artista… - aggiunsi enfatizzando la mia ammirazione e spostandomi sulla ...