1. Morire per rivivere


    Data: 14/03/2020, Categorie: pulp, Autore: Tibet

    ... localizzato sulla gamba mancante che quello nella testa, tolse la protesi, prese due capsule di morfina e si annullò. Fu un sonno senza sogni fino a metà della notte poi il cambiamento di fuso orario lo svegliò del tutto, non mangiava dal giorno precedente ma non aveva fame, accese il bollitore del caffè istantaneo, riprese a guardare le foto. Era buio fuori ma la vita delle formiche umane non sembrava avere sosta, ma c’era gente che non riposava mai? O si alternavano in questa frenetica giostra? Pensò alla sua vanità. Alla folle vanità che lo aveva portato a chiedersi cosa potesse esserci di peggio rispetto al già vissuto, senza rendersi conto che porsi tale problema è un insulto al destino, il quale come sempre punisce duramente. Si fermò a lungo sotto la doccia, alternando l’acqua calda e fredda. Poi si rasò accuratamente. Quello che lo specchio rifletteva era un uomo di cinquantanni, un viso normale anche se segnato dalla stanchezza, quello che non diceva era che rifletteva un uomo che stava per morire. Mancavano ancora alcune ore alla partenza. Doveva fare ordine nel suo cervello. Vivere in anticipo l’incontro, scegliere le parole per convincerla. Non voleva nessun tipo di perdono dato che neppure lui se lo concedeva, voleva solo porre rimedio per quanto possibile. All’ora della partenza era già nella hall. Pregò l’autista di aspettarlo e nel vicino mercato locale comprò un bastone, ora... a volte aveva necessità di sostenere la gamba mutilata. Scelse un grosso e pesante bastone da passeggio di legno tropicale. In macchina l’autista chiese... -Dove... ?- Señor...?— -Portami a Carthago... poi ti dirò...- Voleva rivedere la casa.
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