1. Yvonne, un libercolo e un aereo in ritardo


    Data: 18/03/2020, Categorie: Etero Autore: marchosias75

    ... ci sono seduto su di un lato. “Adesso il tuo padroncino ha voglia di godere un po’, vediamo di soddisfarlo come si deve”. Hai allungato le tue mani verso la mia patta, ma non avendotelo ordinato ti ho allontanato le mani con un sonoro schiaffone sul dorso delle stesse. “Scusami padrone, non succederà più!”. “Sarà meglio così!”. Mi abbassai la cerniera della patta e tirai fuori il mio cazzo che stava per scoppiare. “Tanto per cominciare soddisfami con la tua bocca, la notte poi è lunga da passare, ci sarà tempo per altro!”. Ubbidiente ti sei avvicinata il cazzo alla bocca, due leccate alla cappella e poi ti sei lanciata in un eccellente pompino. Sentivo la lingua roteare sulla mia asta, con un dolce risucchio da impazzire. Ero troppo eccitato e non riuscii a durare di più. Ti sono venuto in bocca, scaricando nelle tue fauci una quantità smisurata di sperma. Non ti sei staccata dal mio uccello fino a quando non ha smesso di eiaculare, ingoiando fino all'ultima goccia e ringraziandomi della bevanda servita. Rimanendo a quattro zampe ti sei girata volgendomi il sedere, mostrandomi il tuo sesso tutto lucido di eccitazione. Il suo odore si poteva percepire a distanza. Era evidente che ti eri già masturbata prima che io arrivassi. Mi sono sfilato una scarpa ed ho avvicinato il mio piede alla tua vagina, toccandola con il dorso dello stesso. Hai cominciato a guaire come una cagnolina ferita, io facevo avanti ed indietro, mentre con una mano ti tenevo per il guinzaglio improvvisato. ...
    ... Eri caldissima tra le gambe, volevo sentire tutta la tua eccitazione, così mi sono sfilato anche il calzino. Sono andato avanti a masturbarti in quel modo osceno fino a quando le braccia, su cui ti reggevi, hanno ceduto e hai raggiunto l’orgasmo abbandonata sul pavimento. Ma era evidente che ne volevi ancora, in qualsiasi modo ti venisse proposto.
    
    Intanto il mio membro si era rinvigorito di nuovo, con uno spettacolo come quello che mi stavi dando avrei potuto andare avanti tutta notte. Ti ho tirato a me e ti ho fatto salire sul letto, lasciandoti ancora a quattro zampe. Volevo assaggiare i tuoi umori. “Adesso te ne stai buona qui fino a quando ho finito, guai a te se ti muovi!”. “Va bene”. Questa non poteva passare “VA BENE E POI!!!!!” Mentre con l’altro capo della tua cintura ti tirai una leggera frustata. “Va bene, padrone, non lo farò più, non frustarmi più ti prego!”. Ma il tuo volto diceva che quel piccolo dolore ti aveva appagata.
    
    Affondai in viso nella tua figa grondante, che buona che era. Mentre spingevo la lingua più a fondo, presa dal piacere, ti sei allungata in avanti. Non potevo esimermi, avevi di nuovo disubbidito. Ti sfilai la cintura dal collo e la usai come frusta. Ad ogni colpo gemevi mentre io ti dicevo “Sei proprio una cagnetta disubbidiente, bisogna raddrizzarle subito quelle come te”. “Hai ragione padrone, ti prometto che d’ora in poi sarò più ubbidiente!”. Dopo altri tre colpi mi sono rilanciato sulla tua passerina. Eri una cosa sublime, venivi a ...
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