1. Yvonne, un libercolo e un aereo in ritardo


    Data: 18/03/2020, Categorie: Etero Autore: marchosias75

    ... fiumi e si notava che ti sforzavi di rimanere ferma. “Dai, ti prego padrone, soddisfami con il tuo cazzo!”. “Allora non vuoi proprio capire, adesso sono veramente arrabbiato!”. Ti tirai con un po’ di violenza giù dal letto. “In piedi ora, sfilati le calze, subito!”. “Si padrone, non frustarmi, farò quello che vuoi!”. Ti sei tolta le scarpe e le calze con il volto supplicante, il resto del corpo era tremendamente sensuale, in ogni suo movimento. “Dammi le calze. Adesso girati, mani dietro la schiena, tieni uniti anche i gomiti!”. “Non ci riesco...”. “NIENTE SCUSE!”. Mantenendoti in quella posizione, ti ho legato mani e gomiti con le calze, in modo da immobilizzarti le braccia. “Adesso vediamo se hai voglia di disubbidire ancora… Usciamo dalla porta, facciamo vedere alla gente quanto sai essere ubbidiente quando vuoi”. “No, ti scongiuro padrone, potrei incontrare qualcuno che conosco…” ma le tue gambe sono andate, senza che io ti guidassi, verso la porta della stanza. Appena fuori dalla porta hai cominciato a dire di essere una brava cagnolina, che avevi imparato la lezione e che eri completamente sottomessa al tuo padrone. “Voglio tornare in camera a farti godere, padrone!” ma i tuoi occhi e il tuo corpo si spingevano sempre più nel corridoio, fino ad un angolo specchiato. Il tuo culetto ero uno spettacolo meraviglioso mentre camminavi scalza. Rimanevi in punta di piedi, inarcando il sedere per farmi vedere i tuoi caldi pertugi. Attraverso gli specchi vedevo il mio sguardo ...
    ... ormai totalmente infiammato. Era ora di averti. Ti ho spinto sul pavimento e sei caduta in ginocchio. Hai abbassato la testa fino al pavimento, mostrandomi il tuo bellissimo sesso senza un pelo. Ho estratto il mio dai pantaloni e senza troppi complimenti ti ho penetrata, fino in fondo. Eri eccitatissima e questo favorì l’ingresso del mio membro nella tua vagina. Che calda. “Adesso sfondami maiale” hai sussurrato, quasi fosse una voce fuori campo. Ho cominciato a darti dei colpi fortissimi, ai quali rispondevi con dei strani rantoli di piacere. Più gemevi più io spingevo forte. Sono uscito da te, ti ho alzato per il collare e ti ho girato verso il corridoio. Tenendo stretto il collare ti ho penetrato in piedi. “Ci stanno guardando sai” avevo infatti visto un signore che, accortosi della cosa, si era nascosto dietro una colonna e si stava toccando da sopra i pantaloni il suo pacco. La cosa non ti scompose più di tanto, anzi ti eccitò se possibile ancora di più! “Vieni padrone, vieni dentro di me!” Non aspettavo altro. Mi liberai in una schizzata furiosa, mentre tu sommessamente gemevi “Vengo, vengo, vengo…”. Il tempo di finire e ti ho ricondotto in camera. “Allora, è stata brava la tua cagnetta?” hai detto appena chiusa la porta. Ti sei avvicinata a me e mi hai spinto sul letto. “Non credere di cavartela così, io ho ancora una certa fame” mi hai detto prima di spogliarmi tutto. Ti sei nuovamente dedicata al mio uccello che, nonostante le due venute, era ancora bello duro. “Che ne ...
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