1. A - p - o - c - a - l - i - s - s - e - atto secondo - lenzuolo bianco


    Data: 07/04/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL

    ... era appena aperto, e feci abbondante colazione.
    
    Poi rifocillato nell’aria frizzante raggiunsi la banchina, ad attendere il mio treno che mi avrebbe riportato in valle.
    
    Nell’ano non provai dolore. Lo sentii pulsare e nel ventre sentii muovere le recondità tardive di piaceri nuovi.
    
    L’avevo fatto.
    
    Era per me necessario. Era per me necessario capire cosa muove il vizio dei sodomiti e che corrompe patti di una fedeltà da essi stessi declamata, salvo poi abdicare nella lascivia dei loro ventri.
    
    L’avevo fatto.
    
    Su quei binari ero solo nell’attesa. A pieni polmoni, a respirare l'aria frizzante di balsamo delle conifere distese sui versanti.
    
    All’albeggiare del nuovo giorno tra i monti, nella tregua di tanta pioggia, io capii che in una notte avevo mutato la mia pelle.
    
    Pensai con tenerezza per me, all’uomo che la notte prima mi aveva deflorato, in quegli istanti dormiente e in attesa nel sono del ritorno della sua sposa.
    
    Di fianco alla stazione si allineavano casette di pietra con le loro ...
    ... arnie.
    
    L’ultimo pensiero di quel nuovo giorno si ripose allora sul mio Riky, l’altro uomo, che avevo lasciato in cima a quelle vette aguzze, per sempre, prima di darmi all'uomo cui consegnai per sempre la mia verginità.
    
    Il mio Riky. “L’ape regina”, esclamai sorridendo, non senza amarezza.
    
    Ma il nuovo giorno senza più pioggia elettrizzava il mondo di luce nascente, e in sè prometteva la felicità dell'avvenire.
    
    Promessa di felicità, come di fresco lenzuolo candido che si distende.
    
    Lasciavo i luoghi della mia distruzione, ove si annidava l’arinia della mia ape regina, e per sempre io lasciavo loro.
    
    Così disse il fuco alla sua Regina… che riavendosi alla libertà fatale dopo averla fecondata, dovette darsi conto di una compiuta evirazione.
    
    Così disse il fuco alla sua Regina…
    
    “Ti ignoro, ma qualcosa in me già ti abbraccia. Tu mi distruggerai forse, ma se non compirai questa distruzione per formare coi miei resti organismi migliori del mio, ti mostrerai inferiore a ciò che sono stato io”.
    
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