1. La vacca e la stalla


    Data: 06/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL

    ... Franco ma che non avevo fatto nulla, aprii il vasetto e impiegai la marmellata di Franco per lubrificarmi il buco del culo.
    
    Mi scopò in maniera epica contro la lavatrice che io mai godetti di culo come in quella buona mezzo ‘ora alla prugna.
    
    Poi cosa vuoi.
    
    Gli uomini son fatti così. Sono fatti per diffondere la specie. E così dopo poco più di un anno si stufò di scopare sempre lo stesso culo.
    
    Consapevole della crisi coniugale in atto glie ne parlai.
    
    ⁃ Cosa c’è, non mi ami più?
    
    ⁃ Passami la nafta.
    
    ⁃ Andrea forse io e te dobbiamo parlare.
    
    ⁃ Non c’è niente che non va. Il trattore ci sta lasciando e dobbiamo comprarne un altro.
    
    ⁃ Lo compreremo. Ascolta non fare finta di niente, se non ti garba più scoparmi potremmo rivedere i termini del nostro rapporto, che ne so, andare da un consulente di coppia o studiando misure più piccanti.
    
    ⁃ Cazzo dici?
    
    ⁃ Voglio dire che ne so.. mi potresti scorreggiare in faccia dopo avermi riempito il pancino del tuo sperma, no?
    
    ⁃ Vai dentro CUM, hai rotto il cazzo co sti discorsetti da mogliettina. Vai a vuotare la soffitta e togli i tuoi libri dal sottoscala che dobbiamo metterci la legna.
    
    ⁃ Io credo che ..
    
    ⁃ Tu non devi credere porco bue, tu devi fare quello che ti dico io. Togliti dai coglioni ti ho detto.
    
    Indignata come nessuna restai un attimo perplesso. Poi infilai il sentiero ed entrai in cascina non sapendo se darmi al veleno per topi come madame Bovary o mettermi a lavare il cesso con l’anitra ...
    ... WC.
    
    Ma diamine. In che cazzo di situazione mi ero ficcato. Io poi che infondo non avevo fatto male a nessuno.
    
    Poi mi vennero in mente le parole di mia nonna. Ella soleva dirmi “Ninni mio, se vuoi tenere a te il tuo uomo dovrai sopportare tutto”. Saggi consigli, altro che mia madre, che definiva il mio buco del culo una “fica cacante”.
    
    Allora pazientai. E come se pazientai. Presto a cena dovetti apparecchiare non più per tre, ma per quattro, ossia per lui, per me, per la suocera e per una frocetta venuta dalla città’ e che trasferì a breve la sua residenza da noi in cascina.
    
    Cosa vuoi. Il mio uomo doveva svagarsi. Si faceva un mazzo per i campi e non vedevo perché non potesse procurarsi un diversivo al mio culo sbattendosi il culo di quella frocetta.
    
    La frocetta non mi cacava manco di pezza, salvo che per dirmi “toglimi l’aglio perché non mi piace l’aglio nel pesto “ oppure “scusa mi liberi l’armadio delle tue cose”?
    
    Debbo dire che Andrea per sedare sul nascere i conflitti tra me e la concubina, decise in maniera salomonica buttando le mie cose in stalla.
    
    Poi alla frocetta non gli garbava il materasso nunziale, così pure quello finì nella stalla e fu acquistato un materasso memory per la cerbiattona.
    
    A breve il mio uomo mi consigliò di andare a dormire in stalla in quanto doveva scoparsi la frocetta tutte le sante sere. Mio malgrado finii in stalla. Ma comunque aveva cura di me. Se pioveva a dirotto, per dire, mi teneva chiuso a chiave nella stalla senza ...
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