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La vacca e la stalla
Data: 06/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL
... sposina novella. Preparavo pranzo, lavavo, stiravo, lavavo il cesso, accudivo i maiali, le galline, vacche e conigli; pulivo la stalla e cambiavo i pannolini di sua madre. Si, sua madre. Viveva con noi, una sordomuta col Parkinson che mi faceva davvero penare. A fine sera ero stanchissimo e per premio il mio amore mi gettava in gola schizzi di sperma e dosi industriali di urina. Ero felice. Al mio compleanno mi diede la “prova sociale” del nostro rapporto. Dopo le candeline, mi regalò davanti a tutti gli invitati uno spazzolone da cesso da ficcarmi in culo. Tutti risero ed io anche. Mi disse che avrei potuto utilizzarlo mentr’egli lavorava per campi con la tramoggia, così che francamente tenessi a bada le mie improvvise desiderata di minchia in sua assenza, edulcorando la mia propensione all’adulterio. Mi dava della puttana davanti a tutti e io lo trovai tanto ma tanto eccitante. Lo scopino era ok. Lo provai davanti a tutti. Il mio uomo mi fece esibire facendomi fare due volte il giro della conigliera. Poi mi stappava, mi scrollava con due dita e mi lasciava succhiotti stupendi dando a me della baldracca e al mio ex del cornuto. Era geloso il mio amore, e la sua gelosia per me fu prova di grande affetto. Che maschio. E il mio ex? Che strazio. Sul social non faceva che piagnucolare postando pensieri sull’amore, su noi due, sul tradimento e su propositi di far la finita. Povero, fu un vero colpo ma io che ci potevo fare? Io amavo il cazzo di Andrea. Nella vita ...
... si va avanti e il mio futuro non era più Franco, ma Andrea, che modestamente mi faceva il culo. Si che un giorno il mio ex mi scrisse. Santa pace. Gli accordai un incontro fuori dal recinto della cascina di Andrea. ⁃ Come stai Franco? ⁃ Abbracciami ti prego. ⁃ Franco così peggiori le cose, devi essere forte. ⁃ Mi manchi. ⁃ Franco forse dovresti farti aiutare, ti vedo dimagrito non ti vedo bene. ⁃ Ti prego torna da me. ⁃ Sai che non posso. Ora sono il fidanzato di Andrea e non posso lasciarlo, ci rimarrebbe male. ⁃ Ma a me non ..niente, scusa. Ti lascio questo. ⁃ Cos’è?.... nooo, marmellata? ⁃ Mi mancavano le tue marmellate di prugne e allora ho imparato a farle. Spero ti piacerà! ⁃ Mi piacerà tantissimo, fatti dare un bacetto sulla guancia. ⁃ Non mi chiedi altro? ⁃ Beh, si.. ma mi vergogno. ⁃ A me puoi chiedere tutto, io per te ci sarò sempre. ⁃ Grazie.. ehm. ⁃ Dimmi ⁃ Tu che sai, quando ti sviti il doccione per il lavaggio anale, che fai, raccogli le polpettine dalla vasca da bagno o lasci andare rischiando di chiamare l’idraulico? Non mi rispose. Scoppiò in lacrime. Mi voltai, presi il viale e mi allontanai col vasetto in mano senza rivolgermi a lui, persuadendomi che infondo si, valeva la pena rischiare con l’idraulico. Entrai in cascina e Andrea era rientrato da poco per una breve pisciata. Lo colsi proprio mentre si scrollava e mi avventai ad asciugargli la cappella. Poi mi alzai, gli dissi che avevo visto ...