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La vacca e la stalla
Data: 06/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: CUMCONTROL
... dei pugni. Mi sedetti nudo sul cesso e presi a sditalinarmi l’ano impaurita ed eccitata al tempo stesso per quei due maschioni che se la stavano dando di santa ragione per me. Io ero così terrorizzata e al contempo così eccitata che mi misi a strillare con la manina l’ululato degli Apache mentre con l’altra manina mi ravanavo la trippa. Poi gli amici accorsero. Bussarono alla porta. Aprii ed irruppe Erminio la trav, l’intendente della Brigata Taurinense che mi prese a schiaffi e pizzichi cattivi dandomi della mignotta. Mi urlava che Franco non meritava tutto questo, che io dovevo essere sbattuta fuori di casa e mi prese borsettate così forti che Mimmo, il tamarro buono, la divincolò da me e dalla sua furia. Che dire. A sera andarono via tutti. Fu penoso vedere il mio Franco sul sofà seduto con la testa tra le mani. Non parlammo. Ero mortificatissimo. Gli preparai una tazza di brodo caldo e glie la porsi. A quel punto egli sollevò il viso. Entrambi avevamo gli occhi colmi di lacrime. ⁃ Perché mi hai fatto tutto questo. Potevo farlo anch’io. Stacci attento perché poi fa male (cit). Mi inginocchiai amareggiato d’innanzi a lui. Che delitto avevo compiuto. Poi dalla tasca lui estrasse un biglietto, e disse: ⁃ Questo è l’indirizzo di Andrea. Sta a te decidere se me.. o lui. Presi il bigliettino. Non ci pensai due volte. Quella notte stessa presi armi, bagagli, baracche e burattini, e corsi da Andrea tutta sfrenata. Il suo cazzo chiamava, oh si se ...
... chiamava, e mi dicevo guidando “va dove ti porta il Culo”. Quella notte, non per dire, Andrea mi smontò il culo pezzo dopo pezzo. Mi sfasciò il retto, lacerò gli sfinteri e mi sconquassò del tutto l’ampolla rettale che io ero tanto mai tanto cavalla. Ero fiera della sua alabarda di carne. Un vero fuoco. Quanto a me, c’è che dire. Messalina 2.0. Ero felicissima di farmi sbattere come una Caprona. Debbo dire che fu all’altezza della situazione. Non solo era instancabile ma non faceva che darmi della gran puttana e mi deliziava di scuotimenti ben brutali non mancando però di sputarmi tutta. Mi fece poi camminare a carponi tirandomi dei calci da farmi il culo a zampogna. Mi fece raggiungere il cesso, mi buttò la testa dentro, io mi ribellai certo perché almeno poteva dargli una ripulita. Mi disse “stai zitta vacca” con una brutalità, con una verve, con una classe da vero bovaro che fu difficile per me trattenere una certa commozione, e quando giunse a ficcarmi lo scopino in culo, guarda, lì trovai la cosa molto molto originale. Poi che dire, mi pisciò sulla testa e questo io lo interpretai come il battesimo di un nuovo amore. Mi fini con una trapanata di trippa che io nel cavo vuoto del water urlai semplicemente “so felice, so zozzana, mortacci mia quanto so zozzona”. E il giorno dopo? Da quel mattino fummo fidanzati ufficialmente. Era la vita che volevo. Cazzi ad ogni pie sospinto, una pletora di chiavate e tante faccenduole di casa che io adoravo compiere come una ...