1. Le disavventure giovanili di Gena. (8)


    Data: 11/05/2020, Categorie: pulp, Autore: Tibet

    ... prammatica che altro, c'era anche il confessore che poteva intervenire se avesse avuto la coscienza di farlo. Il confessore. Il confessore del monastero è un domenicano, spagnolo come la Badessa, non è dato di sapere storicamente se si conoscessero da prima, Padre Javier è un uomo magrissimo, alto, allampanato, con due freddi occhi di ghiaccio. Ama far soffrire. Quanto la Badessa ama godere e cambiare spesso compagna. La Badessa Madre Cecilia è una donna giunonica, grosse tette, un grosso culo e una fica perennemente bagnata dal desiderio carnale, adora i giovani corpi delle novizie, le prende, le seduce e le istruisce su come farla godere, devono essere brave con la lingua, con le dita e essere disposte a tutto. Gena ha una predisposizione del tutto naturale per queste cose, ci arriva d'istinto, ora è impegnata, la sua bocca è incollata alla fica di Madre Cecilia, sono ambedue nude, Gena è in ginocchio, prona fra le gambe aperte di Cecilia, le sta mordendo le labbra esterne causandole un fremito, succhia il grosso clito inturgidito, lo prende fra le labbra e lo stringe, lo lecca, lo morde, con due dita spinge all'indietro il cappuccetto che lo copre e rivela così il lucido piccolo glande, lo tormenta con la lingua causando i sussulti di piacere della suora. Mette due dita nella fica allagata dal miele del piacere e mena forte, strofina forte dentro proprio in corrispondenza del clito, all'esterno la lavora con la bocca, all'interno con le dita. Cecilia si sente prendere, ...
    ... l'orgasmo è talmente forte, dirompente, che perde ogni contatto con il presente, non si accorge di espellere del liquido, un forte getto consistente, un liquido che irrora Gena e che Gena stupita lecca, che beve, per la prima volta Cecilia ha sprizzato, Gena e' riuscita a farla godere cosi' fortemente da provocarlo. Giocano poi, a Cecilia piace penetrare lungamente. profondamente con le dita nel culo di Gena per poi ritirarle e fargliele leccare, per poi reinserirle, giocano fino a sera inoltrata, godono a lungo, prendono piacere vicendevolmente. Per alcuni giorni dura l'infatuazione della badessa per Gena, non smettono di godere vicendevolmente di loro, perse in una libidine assurda. Suor Cecilia le dice che ci sarà, appena farà buio, una cerimonia speciale, riservata a Gena, ci saranno loro, il confessore, alcune suore e i due frati. Quella sera c'è un ordine tassativo nel convento, nessuna potrà uscire dalla propria cella per nessuna ragione. La Badessa si veste, mette la tonaca e sotto nulla, a Gena fa indossare una tunichetta bianca, trasparente, sembra una martire cristiana. Quando entrano nella chiesa del monastero gli altri convenuti sono schierati al bordo dell'unica navata, ci sono i tre religiosi e tre monache. L'altare è stato ricoperto da un drappo nero come nero è il drappo che ricopre una specie di ara sacrificale, sopra la quale c'è un fascio sparso di gigli neri. Il giglio nero! Il fiore del male! Nasce solamente nel luoghi dedicati al demonio! Lì vi nasce ...