1. Le disavventure giovanili di Gena. (8)


    Data: 11/05/2020, Categorie: pulp, Autore: Tibet

    ... deve aspettare. Pietà? E' questo che muove Madre Cecilia? No... vuole solo godere ancora di Gena, poi la lascerà a Javier, è tutto deciso. I due frati si guardano, sanno delle voci che circolano, delle novizie che spariscono e ora capiscono il perché, il come e chi ne è responsabile. Non lo sanno ma il luogo dove crescono i gigli neri nasconde i corpi di innumerevoli innocenti e il fiore del diavolo se ne nutre. Li implora Gena, chiama Pietro e Rocco, chiede la loro pietà, il loro aiuto. E... e avviene che la loro coscienza di uomini li fa intervenire. Rocco guarda Pietro, loro sono peccatori, lussuriosi, copulatori, bestemmiatori, ma non vogliono essere complici di una cosa tanto atroce e poi a loro modo sono affezionati a Gena, sanno che se l'abbandonano questa non uscirà più dal convento. Spingono le suore contro la parete della chiesa minacciandole, liberano Gena e la fanno vestire con una tonaca da suora e si dedicano al domenicano. Vogliono punire duramente questo uomo crudele ...
    ... con un castigo altrettanto crudele, definitivo. Lo prendono. lo trattengono a forza, sono due uomini nel pieno della loro forza fisica, nulla può Javier contro loro, lo legano allo stesso posto dove era legata Gena. E Pietro prende la croce, passa la mano lungo il bordo appuntito... Javier urla, urla quanto le sue vittime, urla da donna, mentre il grosso palo gli sfonda l'intestino perforandolo! Lo lasciano lì, nel tormento dell'agonia, lo lasciano morire mentre un fiume di sangue scorre dal suo ano. Sarà seppellito nel posto dei gigli neri e nulla trapelerà, nulla. Gena, il padre Bernardo e i due frati ripartono, riprendono il loro cammino, destinazione Martigny e poi il lago di Ginevra, allora conosciuto come "lacus lemanus" o "lacus lausonnius"... Nota. Siamo quasi alla fine di questa prima parte, devo dire che fatico di più a pubblicare questi lunghi racconti che a scriverli e non ho la pari soddisfazione... ma ci siamo quasi. Ringrazierò i miei lettori alla fine di questa esperienza. 
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