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Il ragazzo più fortunato del mondo (sesta parte)
Data: 17/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Gay De Maupassant
... paradiso di Dante, quando, scalando le gerarchie angeliche, le luci si fanno sempre più forti e quel poveretto non sa più come descriverle, che già nel primo canto sono talmente accecanti che non si riesce nemmeno a guardarle? Ecco, fu una cosa del genere. Ero in paradiso e c’era l’onnipotente che gridava come un matto: -Dategli di più! Dategli di più!- E ad ogni colpo di bacino scalavo i vertici del cielo, tra i Santi e le Dominazioni ed era ancora niente, avanti all’ebrezza incommensurabile che il suo cazzo era in grado di donarmi. Entrava e usciva a suo piacere; il mio corpo non offriva resistenza, né sarebbe cambiato qualcosa se avessi cercato di impedirlo. Ad ogni allontanarsi del suo pube, stendeva i suoi addominali, flessibili come gomma, duri come l’acciaio, che poi raggruppava serrando, riportandoli a contatto con i miei, deformati al contatto di quelle forme divine. Le vene presero a impazzire tra il suo petto e le braccia devastanti e un penetrante odore di maschio mi inondò le narici. Ma proprio quando pensai fosse impossibile godere oltre su questa terra, Federico mi baciò. La sua lingua penetrò fino al fondo della mia anima e ancora mi bagnai. Fu una carica di cavalleria nella folla dei pacifisti, non volevo resistere, non potevo resistere; mi offrivo inerme al suo desiderio invincibile. La sua cappella viaggiava come un treno e travolgeva i miei sensi, sventrando il mio esile corpicino da principessa. Ero materia indifesa, plasmata da una perfezione tale da ...
... superare in volo la materialità dell’esistenza. Questo dovette provare la terra il primo giorno. Ma solo guardando l’impero che il suo cazzo devastava dentro di me, la folla degli arcangeli comprese chi fosse ora il vero, indiscutibile re dell’universo. Io non avevo dubbi già da molto tempo e tutta la mia natura vi si sottomise, gridando il suo amore osceno. Ma Federico mi voleva suo, ancora non gli bastavo e si sbarazzò dell’uomo al muro per afferrarmi con entrambe le mani. E morse il mio collo, schiacciò il mio culetto disarmato e mi baciò fino a rubarmi l’aria dai polmoni. Scalpitava, fremendo d’eccitazione. Intanto la sua forza aumentava, la sua velocità triplicava ed io ero annientato. Per la frenesia tirò un pugno vicino al mio viso, incrinando una mattonella, ma non ero più in grado di capire. Un rivolo di saliva mi usciva dalla bocca e non una sola fibra muscolare rispondeva più ai miei ordini. Ad ogni ingresso sembrava che l'uccello gli si facesse più grande, più duro ed io mi sentivo come se stessi per rompermi in due. Preso dal delirio, Federico finì con lo strapparmi il costume, scoprendomi il petto glabro, che strinse fin quasi a incrinarmi una costola. -Sto per venire!- Gridò il Dio, ma io non potevo rispondere. -STO PER VENIRE!!- Ripeté il mio imperatore e al grido –TI AMO PRINCIPESSAAAAAAaaahh……- venne infarcendomi con una piena di sperma caldo e voluttuoso. Il mio retto si dilatò per intero, ma in una nuova penetrazione fui invaso da una seconda, abbondantissima ...