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Il ragazzo più fortunato del mondo (sesta parte)
Data: 17/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Gay De Maupassant
... ondata di liquido seminale. Giuro, ero così pieno che mi sembrava di avere dentro otto cazzi! Ancora un colpo per finire di svuotarsi ed io venni finalmente meno, con la terribile eppure eccitantissima sensazione di essere del tutto inadeguato a sostenere un amore come il suo. Mi risvegliai un’ora dopo in giardino tra le sue braccia muscolose. Ero quasi nudo, coperto solo dal mantello del costume da Spartano. Faceva un freddo cane, ma Federico me lo aveva offerto esponendo il suo corpo al gelo della notte. -Cominciavo ad essere preoccupato, sai? Stavo per chiamare un’ambulanza, non ti svegliavi più…- -Hmmmm… ho fatto un sogno assurdo…- -Hehe, facevo il culo a un minotauro?- -Molto meglio.- Risposi, carezzandogli una spalla, vinto della visione del suo corpo ignudo. -Amore…? Senti, c’è una cosa che devo dirti da tempo. La smetti di fissarmi sempre i bicipiti? Comincia ad essere imbarazzante quando siamo in pubblico. I miei occhi, se non l'hai notato, sono un po' più in alto.- -E sono bellissimi, ma… no, non lo farò! Ahahaha- -Ahahah, va bene, allora.- -Uff, però è ingiusto. Come potrò mai fare per sdebitarmi con te dopo questa sera? Non mi sentirò mai alla tua altezza.- Frignai, palpando il braccio che mi teneva in aria -Non avrò nemmeno mai niente di altrettanto bello da farti guardare!- -Scherzi? È da quando ci conosciamo che non faccio che squadrarti il culetto, ma sai com’è; sei girato quando succede.- -Come il culetto? Non mi diventerai volgare, adesso!- Dissi con ...
... indignazione fintissima e particolarmente sfranta. -Beh, non è che i bicipiti siano proprio l’anima, eh!- -Ahahaha! Touché.- -C’est toi qui as touché la corde la plus profonde de mon coeur, ou je ne croyas pas que il peut fleurire encore une vie capable d’aimer les notes qui tu m’inspire. (Sei tu ad aver toccato la corda più profonda del mio cuore, laddove non credevo fiorisse più vita capace di amare le note che m’ispiri.) -Nooo, non mi hai mai detto che parlavi francese!! Che vuol dire?- -Che sei figo.- Ed io sorrisi, lusingato del complimento che stavo cercando. -Senti, ma…a te piace essere la mia…cioè la mia…?- -Adoro essere la tua zoccola, mio eroe.- Risposi -Non trovo un’altra ragione per svegliarmi la mattina. Ma adesso torniamo a casa, ti prego. Ho bisogno delle tue coccole, di sentire che mi ami e che sono sì una zoccola, ma solo per gioco e solo per te.- Sembrò commosso dalle mie parole e mi posò a terra. Un minuto dopo eravamo in strada. Dovevo avere l’espressione sconvolta. Calze slabbrate, trucco rovinato e mi si era pure rotto un tacco, così camminavo zoppicando con una scarpa sì ed una no. L’asfalto era gelido, non volevo togliere anche l’altra, ma dopo qualche metro mi resi conto che sarebbe stato troppo scomodo camminare in quelle condizioni e cominciai a togliermela per rimanere scalzo. -No, tienila, ti prego!- Disse Federico -Mi eccita troppo vederti camminare così. Sembri ancora più sfondato di quello che sei.- -Ma che tenerezza, eh!- -Ah, perché, ti piace ...