1. Il ragazzo più fortunato del mondo (sesta parte)


    Data: 17/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Gay De Maupassant

    ... vedermi tenero?- -Hmmm… preferisco duro!! Ahahah Come con quei tre. Lo sai che mi masturberò per anni con questo ricordo, vero?- -Sai, avevo pensato di farlo dopo, ma non credo che troverò un’occasione migliore di questa e vedendoti in queste condizioni… io non ce la faccio!- E così, Federico si piegò in ginocchio. -No, amore scusa, sono distrutto. Puoi farmelo a casa un pompino, io…- Queste furono le mie esatte parole e questa l'improbabile cornice che aveva scelto. Federico mi porse una scatoletta rossa ed io ammutolii, folgorato da quel fulmine a ciel sereno. -Aprila.- Scossi il capo. Sentivo che sarei potuto scoppiare a piangere da un momento all’altro. Il mio amore rimase malissimo -Perché no?- Domandò preoccupato. -Perché.. se c’è quello che penso potrei avere un attacco, e se non c’è… potrei averlo lo stesso.- Allora Federico premette il pulsantino avanti e la scatola si aprì, scoprendo un anello d’argento con incastonata una piccola pietra blu. -È bellissimo…- Dissi, portando una mano alla bocca, con la voce rotta dall’emozione. -È un topazio??- Ma il mio amore avvampò e volse gli occhi in basso, mordendosi le labbra. Dio, che stronzo che ero! Certo, come avrebbe mai potuto? Un uomo innamorato era in ginocchio davanti a me, con in mano il suo cuore di cristallo ed io, nell’unico momento di fragilità della sua vita, gli avevo scaricato contro una fucilata di merda. Si sentì umiliato e io sarei voluto sprofondare. -No, amore, purtroppo i soldi, lo sai…non ci sono. Non ...
    ... ancora, almeno! Ma ti prometto che mi farò un culo che neanche quello che faccio a te per renderti felice! Dimmi di sì, ti prego e da domani mi cerco un lavoro, anche un lavoro di merda e con il primo stipendio cambierò la pietra con una vera.- Gli risposi incazzato come una belva, vomitandogli addosso tutto l’odio che nutrivo per me stesso. -Tu! Azzardati a toccare il mio anello e te lo faccio ingoiare! Azzardati a perdere l’espressione che avevi quando sei uscito dal negozio pieno di speranze e magari senza un soldo per aver scelto la pietra più bella che ti potevi permettere, AZZARDATI a togliere la MIA pietra per metterci un cazzo di sasso che luccica e AZZARDATI a farmi sentire in colpa per non averti dato la risposta perfetta che meritavi e aver rovinato il momento più bello della tua settimana e sicuramente della mia vita e IO TI MASSACRO! Magari mi porto dietro l’esercito, MA IO TI MASSACRO! MI HAI CAPITO?!- Seguì un breve silenzio. -…non credevo si potesse dire “ti amo” in questo modo.- -Perdonami! Lo so, dovevi aver immaginato una scena molto diversa.- -Conoscendoti? No, non tanto.- E le mie labbra ritrovarono il sorriso perduto. -Ma sei sicuro di volerlo? Io non ti merito.- -Stai zitto.- Così Federico estrasse l’anello dalla scatola e, dopo aver afferrato la mia mano, rimase qualche secondo in trepida attesa. –E adesso: vuoi rendermi l’uomo più felice del mondo?- Riuscii a stento a dire “sì”, il “lo voglio” fu mangiato dai singhiozzi e dalle lacrime che cominciarono ...
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