1. Cinquanta candeline (1^parte)


    Data: 20/05/2020, Categorie: Etero Autore: oltreconfine

    ... La adagiai sul letto e la vidi abbandonarsi con gli occhi socchiusi e le labbra che disegnavano la forma perfetta di un cuoricino che avrei voluto mangiare. Le chiesi se era stanca e lei, aprendo gli occhi, mi fece uno di quei suoi tenui sorrisi, che indicavano un si, ma anche la volontà di smentirne subito dopo la risposta. Balzò infatti in piedi e gurdandosi intorno esternò tutta la sua soddisfazione per l'accoglienza dell'alloggio. Esclamò un' infinità di volte « merci » man mano che prendeva confidenza con quella che sarebbe diventata la sua sia pur temporanea dimora e poi insieme disfacemmo la valigia. Mentre le porgevo gli indumenti da riporre nell'armadio e nei cassetti disse : « non ho portato con me molti abiti ; ciò di cui dovessi ancora aver bisogno lo acquisterò direttamente qui a Roma ». Naturalmente non era vero niente. Il Trolley era enorme e dentro c'era di tutto ; quando finalmente misi le mani nel « reparto intimo » ogni mutandina, perizoma o reggiseno che scovavo, era l'occasione per ammirarli e prima di porgerglieli guardandola fisso negli occhi li portavo lentamente alla bocca per baciarli con lo stesso ardore che avrei messo nel baciare ciò che essi erano destinati a contenere. « Scusami Stephanie », le dissi « ma immaginarti mentre indossi questa biancheria e corsetteria mi eccita da morire ». « Perchè solo immaginarmi ?» rispose e, afferrato l'accappatoio e un perizomino minuscolo che mi era rimasto tra le mani prese la strada del bagno per andare a ...
    ... fare la doccia. « Torno subito, tu però non ti addormentare » furono le sue ultime parole ponunciate ridendo, vista la provocazione della quale mi aveva fatto oggetto con le sue parole, prima di scomparire nel bagno.
    
    Mentre assaporavo l'idea di vedermela ricomparire vestita di solo ciò che mi aveva promesso, mi tolsi le scarpe e facendo un sospiro profondo mi sdraiai sul letto. Nonostante le impetuose e involontarie erezioni causate da Stephanie ogni volta che mi ero avvicinato a lei, adesso che potevo finalmente godermela tutta, subentrò una specie di ansia. Il timore che una ragazza così bella e giovane e con tanti anni in meno dei miei, potesse farmi l'effetto flop. Mi portai una mano al pene da dentro i pantaloni, quasi a volermi sincerare che ci fosse e che stuzzicandolo un pò desse segni di vita. Sembrava ben disposto e prima che quei pensieri funesti potessero trasformarsi in paranoie, Stephanie riapparve sulla porta del bagno. Con un flacone tra le mani mi chiese se ero disposto ad aiutarla a spalmarle qualche goccia d'olio sul corpo. Non me lo feci chiedere due volte ; saltai giù dal letto e mi avvicinai a lei ancora avvolta nel suo soffice e profumato accappatoio bianco senza mai staccare i miei occhi nei suoi. Negli attimi di quel reciproco, intenso sguardo tra noi, fu come vedere scorrere la pellicola di un film del quale di lì a poco saremmo stati i protagonisti. Le avvolsi il viso tra le mani e iniziai a baciarla ; dapprima teneramente sulle labbra, sul viso, ...
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