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Maurina
Data: 27/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Edipo
... Mentre glielo spingevo sempre più in fondo, mi prese la mano destra e se la portò al suo pene ormai eccitato. Così lo masturbai per tutto il tempo che rimasi nel suo corpo e alla fine arrivammo insieme, abbandonandoci uno sopra l'altro. Appena rimessi in forze mi condusse di nuovo alla doccia e volle insaponarmi lui, dappertutto. Persi presto il conto di quante volte scopammo in quei giorni. Ricordo uno stato perenne di eccitazione, la sua capacità di provocarmi in continuazione, gli bastava sfiorarmi per farmi cadere per l'ennesima volta. Sembrava non contentarsi mai, le sue mani, la sua bocca, il suo culo cercavano sempre me e il mio sesso. Eravamo così infoiati che spesso cadevamo nell'imprudenza, come quando mi lasciai toccare e masturbare mentre il professor Cavallo sonnecchiava in cattedra e qualcuno entrando avrebbe visto la mano di Maurina nei miei pantaloni. Quando eravamo soli si sedeva sulle mie gambe e mi baciava tutto il viso dicendo di amarmi. Mi raccontò tanti particolari, di come era stato male quando Giorgio lo aveva inculato per la prima volta. "Quello è frocio peggio di me", disse, "mica è un vero maschio come te, a lui piace farselo mettere dietro e a volte me lo succhia con tanta foga che ho paura voglia staccarmelo." La domenica di Pasqua fummo ammessi al pranzo nell'alloggio del direttore. C'erano la moglie, la bellissima Manuela, serissima, alcuni parenti e amici loro. Il direttore, mentendo, ci presentò come due alunni esemplari. In realtà non ...
... appartenevamo a famiglie importanti e nemmeno ci distinguevamo per una particolare brillantezza negli studi ma nessuno poteva contraddirlo. Indossavamo la divisa del collegio e le donne e le ragazze invitate ci ammirarono moltissimo e dissero, tranne la sempre imbronciata Manuela, che eravamo davvero bellini. Maurina sfoderò il suo sorriso più ingenuo e angelico e divenne l'idolo di una grassa signora, cugina del direttore, che, senza la presenza degli altri, lo avrebbe certo soffocato di baci. Il mio contegno più riservato e da adulto attirò invece l'attenzione di un'amica di famiglia già sulla trentina e alquanto racchia. Io guardavo di nascosto Manuela, gli occhi neri chini sul piatto e i capelli ancora più neri che aveva raccolto all'indietro. Maurina, seduto accanto a me, mi faceva il piedino e ogni tanto mi toccava un ginocchio sotto la tovaglia. Nel complesso ce la cavammo benissimo e tutti ebbero un'ottima impressione di noi, con grande soddisfazione del direttore. Nel pomeriggio, dopo l'apertura di un gigantesco uovo, ci recammo a passeggiare nel giardino. La grassona aveva preso Maurina sotto braccio e lo monopolizzava, ridendo apertamente alle cose che lui diceva. Io, da parte mia, accompagnavo la moglie del direttore che si informava delle mie cose, se ero tanto triste per non essere andato a casa per le vacanze. "Da quanto tempo è morta la tua mamma?", mi chiese. "Tre anni." Ebbi tre carezze in cambio e l'amica racchia mi guardò con compassione e persino Manuela mi ...