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Maurina
Data: 27/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Edipo
... che si forgia il carattere delle persone. E soprattutto, l'ubbidienza, l'ubbidienza verso i genitori", e nel dire questo guardava la figlia che, a capo chino, si fissava le delicate mani. "Questi ragazzi hanno uno sguardo così pulito, innocente", disse la moglie, forse per sviare il discorso.Maurina sorrise con l'aria più angelica di questo mondo, io non potei non arrossire. Fu un'altra calda giornata di primavera; mentre il mio amante veniva coccolato dalla sua amica, io mi allontanai verso un boschetto sia per un bisogno corporale sia perché avevo visto Manuela che vi si dirigeva furtiva. Soddisfatto il bisogno, mi giunsero delle voci, confuse tra i versi degli animali di terra e di cielo che dimoravano tra quegli alberi. Riconobbi la voce di Manuela, un pò roca e bassa di natura e con cautela mi nascosi dietro il tronco di un pino, dando un'occhiata a quello che stava succedendo. Manuela era abbracciata a un uomo molto più grande di lei e si baciavano con passione. Bisbigliavano e non riuscivo a capire bene le parole ma intuivo che si stavano salutando perché riuscii a distinguere un paio di "a presto", interrotti da un "ti amo". L'uomo si allontanò, la ragazza rimase a lungo a salutarlo con la mano, fino a quando non lo perse di vista e allora si voltò per tornare indietro. Mi nascosi dietro il tronco, lei passò vicino ma non mi vide e non mi avrebbe visto se, non so se per un rumore o per un'intuizione, non si fosse voltata all'improvviso. La sorpresa e la paura ...
... apparvero sul suo volto. Venne verso di me e mi chiese aspra se la stessi spiando. Risposi che mi ero solo allontanato per fare pipì e per caso l'avevo vista. Sembrò calmarsi, mi pose una mano su un braccio e mi chiese di non dire nulla di ciò che avevo appena visto, le avrei creato grossi problemi con i genitori. "Mi dai un bacio?" le chiesi, tirando fuori un coraggio che fino ad allora non avrei pensato di avere. Restò interdetta, poi sorrise e disse:"Certo." Mi stampò due baci sulle guance. "Ti prego, sulla bocca", le dissi fissandola negli occhi. Si innervosì di nuovo ma mi sfiorò le labbra mentre io, presale una mano la portai sui miei pantaloni. Non so dove trovassi la sfrontatezza per compiere quel gesto, è certo che stavo diventando un altro e forse volevo convincermi che ero pur sempre un maschio, nonostante Maurina, e potevo fare con una ragazza le stesse cose che stavo facendo con lui. La stessa mano si liberò e mi diede un ceffone. "Sei davvero uno schifoso!", disse Manuela, inviperita. "Dirò tutto a mio padre." "Anch'io gli dirò tutto", risposi. Avvampò ma si allontanò rapidamente. Raggiunsi con calma gli altri. Ero convinto che non avrebbe detto nulla, non le conveniva ma non potevo averne la certezza. Forse la paura e la rabbia l'avrebbero spinta a dire la verità, il suo viso era impenetrabile, ma notai che restava lontana dal padre e, quando non la guardavo, mi seguiva con gli occhi per vedere se a mia volta dicevo qualcosa al direttore. Ero inquieto. Tornati al ...