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Maurina
Data: 27/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Edipo
... collegio, appena arrivati in camerata spogliai Maurina e glielo ficcai a lungo dentro, svuotandomi in tutti i sensi. A letto, con la testa poggiata sul mio petto e le dita sempre tese a palparmi, mi raccontava che la grassona lo aveva riempito di baci dicendo che avrebbe voluto un figlio come lui ma certo i suoi non erano baci materni. "Mi ha riempito di saliva, pareva una lumaca bavosa, sapessi che schifo ho provato. Le donne sono davvero disgustose, quelle cose che hanno davanti..." "Si chiamano tette." "Bé, le sue sono enormi, quando mi stringeva le sentivo sulla faccia, mi mancava il respiro." Restammo in silenzio. "Fra due giorni torneranno tutti." "E allora?" "D'ora in poi voglio farlo solo con te. Mi difenderai dagli altri? Tu sei alto, forte, puoi battere Giorgio. Quello quando si accorge che hanno paura di lui fa di più il prepotente ma io lo conosco bene, è un finto coraggioso. Se mi liberi da lui sarò solo tuo. Dimmi che ora ci penserai tu a proteggermi, dimmelo." "Mettiti sopra di me." Lo feci mettere a cavalcioni su di me e lo sbattei di nuovo, avrei voluto sfondarglielo, fargli male fino a vedere uscire il sangue dal suo culo ma niente poteva impedirgli di godere come un maiale. Mi chiedevo se Manuela con il suo uomo era così troia, non riuscivo a immaginarlo. Uno alla volta tornarono tutti. Maurina fu subito il solito bersaglio e Giorgio, la sera del suo rientro, in camerata gli ordinò di spogliarsi davanti a tutti. "No, fottiti", gli rispose. Tutti ...
... sbalordirono. "La rivolta degli schiavi? Spogliati, altrimenti ti fai male." "No, ora sto con lui, non prendo più ordini da te." Il suo dito indicava me. Tutti guardavano me, increduli, aspettandosi una smentita che li avrebbe senz'altro convinti. Avevo un'aria indifferente. Giorgio mi canzonò beffardo. "Guardalo, quello che aveva la merda profumata. Non pensavo che avessi qualcosa in mezzo alle gambe." "Invece ce l'ha e molto più grosso del tuo", disse Maurina. Giorgio gli diede un manrovescio ma Carlo e Andrea intervennero. "Fra poco verranno a controllare la camerata, regolerete i conti domani nel prato." La tensione era nell'aria, fin dal mattino. Le lezioni trascorsero nell'indifferenza generale, tutti pensavano a come sarebbe finita tra me e Giorgio. Qualcuno organizzò scommesse e la mia quota era molto alta. Nel pomeriggio avevamo un'ora libera da trascorrere nel giardino e nel cortile. Ci ritrovammo davanti a tutti, chiusi a cerchio attorno a noi. Giorgio disse che mi dava la possibilità di chiedere scusa e salvarmi i denti, io risposi che prima di cominciare era necessario che tutti sapessero una cosa importante. Chiesi a Maurina:" Chi è l'unico che si è fatto inculare da te tra tutti noi?" "Lui", disse indicando Giorgio. Carlo e Andrea si guardarono e dopo chiesero al loro sodale:"E' vero?" "Quando mai! Non crederete a questa checca, no?" "Io sarò una checca ma a te piace pigliarlo in culo." "Basta con queste stronzate, vi spacco la faccia a tutti e due." Si avventò contro di ...