1. Il fallo nero - parte i


    Data: 17/06/2020, Categorie: Etero Autore: ErosLife

    ... sorpresa: sentii il cancello aprirsi e udii una sola parola:
    
    - Entra!
    
    Mi diede del tu! In un istante il mio cuore galoppava come un cavallo pazzo e un brivido scese dalla testa ai piedi. Sentivo caldo, sentivo freddo, sentivo scariche elettriche ovunque.
    
    Stop! Dovevo mantenere la calma. Da fermo e immobile che ero, tolsi la mano dalla maniglia della portiera e mi voltai. La donna accennò un leggero sorriso e mi disse:
    
    - Posso offrirti un tè?
    
    Mi trovavo seduto nella sua cucina con il cane che dal giardino mi teneva d'occhio. I sudori freddi appena vissuti mi fecero temere di aver perso la mia freschezza e approfittando della breve assenza della donna controllai. Tutto ok! Ma decisi di togliere la giacca che piegai e tenni sul braccio. Dopo qualche minuto la donna tornò con un vassoio in mano con sopra una teiera, due tazze, latte, zucchero e qualche biscotto. Posò il vassoio sul tavolo, poi mi disse:
    
    - Questa dalla a me - prendendo la mia giacca.
    
    Scomparve di nuovo per qualche secondo.
    
    Ora che potevo vederla muoversi da vicino, ammiravo ogni centimetro del suo corpo. Da dietro le spalle si ergevano come una statua, trasmettendo grazia fino ai fianchi e da lì ai glutei ancora sodi e divinamente sporgenti da far impallidire la più audace delle ballerine brasiliane. Di fronte era una venere dalla bellezza unica e particolare, con quei tratti pronunciati del viso, le linee sinuose e infinite del petto, l'addome piatto con una leggera sporgenza pubica. ...
    ... Il tutto contenuto sapientemente da quegli abiti neri aderenti al suo splendido corpo.
    
    La donna si teneva in forma, era evidente, ma in quel corpo vivo e animato c'era molto di più, che andava oltre, che urlava al mondo una bellezza d'altri tempi, ancestrale, una bellezza arcaica che non aveva eguali. Quel corpo trasudava un'anima profonda e sconvolgente, impassibile e magmatica, decisa e passionale, disinibita e misteriosa.
    
    Bevvi il tè bollente con molta calma mentre la osservavo e insieme a lei la sua cucina. Si fece sera.
    
    La donna accese il fuoco e chiuse una finestra che era leggermente aperta.
    
    - Hai freddo ? - Chiesi.
    
    - No, ma nelle vecchie case di campagne è bene provvedere prima che il freddo della sera arrivi. - Mi rispose.
    
    Ci fu un minuto di silenzio in cui finii il mio tè. Non appena posai la tazza vuota la donna si girò con calma e con fare gentile mi chiese se ne volessi ancora. Rifiutai educatamente poi la donna mi disse:
    
    - Vieni ti faccio vedere la casa...
    
    Mi alzai in un attimo, senza sembrare grossolano, e la seguii.
    
    La prima stanza era molto buia, appena illuminata da fievoli fonti di luce sapientemente nascoste che illuminavano le opere. Non si vedevano lampadine o candelabri o cose simili solo fasci di luce che spuntavano dal buio profondo. Un gioco unico di luci e di colori riflessi. I quadri, per lo più nudi di donna, erano tutti caratterizzati da paesaggi naturali sullo sfondo. Ritraevano donne nei loro aspetti più intimi, mai ...
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