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Il fallo nero - parte i
Data: 17/06/2020, Categorie: Etero Autore: ErosLife
... volgari, donne che pensavano, riposavano, si toccavano con sapiente delicatezza. Tutte avevano un espressione carica di sentimento nei loro volti. - Una donna ha dipinto questi quadri - mi disse. - Tu? - chiesi io. - No, magari - ripose con un sorriso, sorpresa dalla mia domanda - Devi esserti fatto un'idea troppo alta di me - aggiunse. Modesta, pensai. Chiunque si sarebbe fatto quell'idea. - Come si chiama l'autrice? - Chiesi, non sapendo che altro dire. - Althea. - Mi sussurrò dolcemente, poi aggiunse: - Deriva dal greco e significa "colei che guarisce". In effetti tutti i quadri avevano un non so ché di mistico, rigenerante, edificante, terapeutico. Mi soffermai di fronte a un quadro che rappresentava una donna giovane nuda, accovacciata sopra una roccia. Al suo fianco una piccola cascata di un ruscello. Aveva il volto sorridente intriso di lacrime rivolto verso il cielo, i seni piccoli e coperti dalle gambe piegate. Potei notare con immenso stupore la forma straordinariamente splendida della sua vulva, evidentemente eccitata e turgida, con delle grandi labbra gonfie e le piccole labbra che si aprivano come le grandi ali di una farfalla tropicale. Un dito della giovane donna era dolcemente appoggiato sulla clitoride sporgente ed eretta. E dal centro di questa meravigliosa apertura, come di un fiore appena sbocciato, sgorgava un rivolo di pura rugiada femminile. Rimasi incantato nell'osservare la maestria dell'autrice che aveva congelato un ...
... momento così potente, intimo e misterioso, per portarlo alla luce del mondo. Pensai che per molte donne questo costituisse una salvezza, una via di contatto con se stesse nelle profondità dell'anima, un sensuale gesto di intima liberazione... La donna mi colse in quel preciso istante di stupore e meraviglia e mi sussurrò all'orecchio, con fare spiritoso e divertito: - Non è pipì quella! Sapevo benissimo cosa fosse quel piccolo zampillo in mezzo al gambe di quella giovane donna ma non osai contraddirla, anzi, in quel preciso istante mi resi conto di quanto la piccola cascata e il piccolo rivolo fossero simili. Quasi a simboleggiare l'acqua onnipresente in natura, che scorre tra la vita, e nella vita, animando le nostre istanze più intime. Pensai immediatamente agli umori del sesso, con le sue profondità e umidità. Ero visibilmente eccitato e cercavo di contenermi dissimulando il mio stato d'animo ostentando tranquillità, quando all'improvviso la donna mi sussurrò ancora: - Lasciati andare... La guardai per un attimo ma non dissi nulla. Visitammo anche le altre stanze ove erano presenti altri quadri decisamente più incentrati su paesaggi oppure astratti. Ogni stanza poteva benissimo rappresentare un aspetto della vita interiore della donna che mi accompagnava in quel piccolo viaggio. Infondo quei quadri li aveva scelti lei stessa. Preso da un attimo di razionalità, in un atmosfera ormai idilliaca, mi resi conto che non conoscevo il suo nome. La sentivo alle ...