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Il fallo nero - parte i
Data: 17/06/2020, Categorie: Etero Autore: ErosLife
... mie spalle, mi voltai e le chiesi: - Come ti chiami? - Eleana. In greco significa "dono del sole"... - Mi disse. Era evidente che per lei i nomi erano importanti. Poi aggiunse con fare dolce: - E tu? - Luca - Risposi, e tornai a volgere lo sguardo su quelle magnifiche opere. In realtà non smettevo di pensare a lei, era decisamente un dono di una stella luminosa. Tuttavia ancora non capivo il perché di una vita così ritirata, non sembrava timida, forse solo un po' riservata. Finimmo il giro e tornammo in cucina dove nel frattempo l'aria si era riscaldata e il buio della sera era sopraggiunto. Mi trovavo di fronte alla finestra che Eleana aveva chiuso in precedenza, intento ad osservare il buio del giardino e a cercare di capire dove si fosse nascosto il cane, quando mi sentii fare una domanda inaspettata. - Ti va di fare un bagno caldo? Un brivido scosse di nuovo il mio corpo e con mia grande sorpresa il cazzo mi divenne duro come il marmo in pochi secondi, gli occhi lucidi e il cuore pompava sangue intento a non lasciare nulla del mio corpo all'asciutto. Speravo davvero che ci sarebbe stata anche lei dentro la vasca, e più stretti saremmo stati meglio sarebbe stato. - Certo! - Risposi. - Preparo l'acqua. - Disse lei. La seguii ma si muoveva più veloce di me e la vidi scomparire dietro una porta di una delle stanze delle opere. Mi fermai, forse non voleva essere seguita pensai. Cercai di rilassarmi ma era dura vincere l'attesa e ...
... ripresi ad osservare i quadri, intento a distrarre la mia mente dalla sua richiesta che risuonava nella mia testa come una dolce proposta. Diversi minuti dopo fece ritorno, indossava un accappatoio bianco annodato in vita ma indossava ancora gli stivali neri: che sexy! Che visione! Vieni. - Mi disse dolcemente. Non dissi nulla e la seguii. Oltrepassammo la porta e iniziammo a scendere giù per delle scale. Pensai ad una specie di cantina sotterranea, insolita per quel tipo di casa quando, invece, mi resi conto che dopo un paio di metri finiva il muro di mattoni e iniziava la roccia. Tutta la casa posava sulla roccia! Ero stupito quanto incredulo. Da fuori sembrava tutt'altro. Scendemmo parecchi gradini e giungemmo in una grotta lievemente illuminata, insolitamente calda, con in mezzo una magnifica piscina naturale piena d'acqua sorgiva molto calda. Avevo sentito parlare di questo fenomeno, pare che l'acqua arrivi da profondità elevate della terra, dove si scalda e ritorna in superficie. La piscina era illuminata artificialmente sott'acqua e irradiava una luce verde smeraldo, come gli occhi di Eleana, per tutta la grotta. Potei notare che la grotta non terminava lì ma altre due aperture grandi come una porta partivano da quella stanza naturale e da una di queste l'acqua fluiva via per andarsene chissà dove. - Spogliati! - ordinò dolcemente. Ed io eseguii l'ordine mentre lei tastava l'acqua con una mano. Poi la vidi sciogliere il nodo dell'accappatoio e mi fermai per ...