1. Sodoma!


    Data: 24/06/2020, Categorie: Etero Autore: Honeymark

    ... incorruttibile, - risposi. – Ma mi hai convinto e non ti colpisco più. E non ti caccio via - Va bene così?
    
    Non disse nulla.
    
    La feci scendere e salire alcune volte. Poi la portai a letto e la masturbai pompandola con la candela. Mi venne nella mano, le sfilai la candela, la slegai e la lasciai ricomporsi per andar via.
    
    - Posso tornare dopodomani? – Mi domandò.
    
    - Certo,te l’ho detto. Però sappi che userò la candela da tre e mezzo e le mollette per un sacco di tempo.
    
    - Anche la frusta, se vuoi, ma non lassù…!
    
    - No, la frusta la conservo per la penultima seduta, sarà la seconda volta che indosserai la candela finale da quattro centimetri.
    
    Se ne andò.
    
    4.
    
    Tornò regolarmente e subì le mollette a lungo, contorcendosi come un serpente davanti all’incantatore. Ogni volta una scena stupenda. Tanto bella che poi la costrinsi sempre a sedersi con la candela nel culo (sempre la numero 3,5) e, oltre alle tre mollette ne inventai una quarta. Le chiusi il naso, così per respirare aprì la bocca. Allora le presi la lingua con una molletta e la lasciai lì. Si agitò come una forsennata, sibilando un po’, ma facendo il gioco della candela in culo.
    
    Ottimo.
    
    Il primo giorno della candela da quattro centimetri fu storica. Lei era terrorizzata, sia dall’idea di venire sodomizzata con un affare così grosso, sia dall’idea di non riuscire a riceverla. Il suo futuro marito non aveva di sicuro un cazzo da 4 centimetri di diametro, pensai, ma per riceverlo aveva comunque ...
    ... bisogno di accettare quella da quattro. Ci mettemmo al lavoro.
    
    Niente misure preliminari e niente mani legate dietro. Lei adesso era collaborativa e dovevamo solo riuscire alla bisogna senza lacerarla. Le avevo unto il buco del culo con una crema capace di ammorbidire l’ano. Poi le avrei lasciato il tubetto insieme a una crema contro le emorroidi.
    
    E infatti funzionò, ma dovetti lo stesso prestare la massima attenzione. Il buco del culo accettò bene la prima parte del cono, ma per farlo entrare tutto dovetti impegnarmi. Non era questione di forza, ma di abilità per non lacerarle il tessuto.
    
    Bastava attendere, e difatti dopo un po’ riuscii a spingerla fino alla fine della punta conica. Una volta passato il punto critico, tutto fu più semplice. La stupenda visione del cero che scivolava dentro il culo rinnovava il mio senso malvagio per la sodomizzazione artificiale.
    
    Anche lei godette, o quantomeno gemette dalla sensazione che provava.
    
    Presi l’olio lubrificante e unsi bene l’ano, in modo che non corresse rischi di lacerarsi. Ormai non doveva esserci più pericolo, la ma prudenza non guasta mai. I pronto soccorsi sono pieni di persone che facendo sesso hanno fatto cazzate.
    
    -Non ti lego le mani, - dissi, - ma ti devo dare due frustate.
    
    Girò leggermente la testa come per chiedere perché e le spiegai che due frustate le avrebbero fatto contenere il cero con maggiore naturalezza.
    
    Annuì.
    
    Presi il frustino e le sferrai un primo fendente sul culo, sulla parte che ...
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