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Sodoma!
Data: 24/06/2020, Categorie: Etero Autore: Honeymark
... stava sotto la candela. Alle donne il cero entra quasi perpendicolare, mentre all’uomo quasi orizzontale per via della prostata. Per questo la colpii lì. Sobbalzò cacciando un urlo soffocato, ma si trattenne ferma. Poi gliene diedi subito un altro che la fece urlare Basta! - Ho finito. Calma. Adesso che aveva sentito il dolore vero, le sembrava secondario avere un ingombro del genere nel culo. La feci alzare e le legai la mani al collo in modo che non si massaggiasse dove l’avevo colpita. Le misi collare e guinzaglio e la portai a spasso per l’appartamento, in modo che modellasse il cero. Era bello vederla camminare con il cero che andava di qua e di là, ma non la vedevo Allora la feci salire sulla scaletta. Una visione stupenda e la sensazione che provò fu quella di gioire per me che la guardavo. Era bellissimo che si sentisse profanata con gli occhi più che con il cero, e soprattutto che il mio piacere la turbasse. E’ il vero rapporto di dominazione tra Padrone e schiava. Non so se prima lo avesse mai provato, ma adesso sapeva che la sua umiliazione e il suo disagio erano fonte della mia eccitazione. E quindi della sua: se fai eccitare un uomo, quell’uomo è tuo. Per ringraziarla, la masturbai con cura alla fine mentre la pompavo con il cero. Sembrava che volessi riempirmi la mano del suo fluido vaginale. Anche il fatto che venisse, quasi contro la sua volontà, la faceva sentire un oggetto di mia proprietà. Mi domandai con una vergognosa presunzione se suo marito ...
... sarebbe mai riuscito a farle provare la stessa inebriante sensazione. 6. La penultima seduta fu pesante, quanto divertente. Le spiegai tutto e lei mi autorizzò a usare il frustino. Glielo feci tenere con la bocca, come si usa nel sadomaso. La sistemai quattro zampe sui cuscini in modo che potessi lavorare in tutta comodità. Poi presi quello che mi ero procurato in un sex shop, l’unico oggetto fatto con del materiale simile alla cera. Lo disinfettai, lo asciugai con della carta e lo lubrificai con il mio nebulizzatore. Quindi mi portai al suo buco del culo. Il giocattolo consisteva in una collana flessibile a sfere crescenti, lunga una ventina di centimetri, con un terminale tutto particolare: una specie di coda di cane barboncino. Impiegai un bel po’ a sodomizzarla con quel giocattolo, ma alla fine fu un capolavoro. Aveva un codino che sembrava vero e nel contempo aveva una buona dilatazione anale. Notai con piacere che il mio lavoro fatto fin lì era servito. Era una cagna. Le infilai ginocchiere e gomitiere, poi le legai le mani al collare in modo che, camminando a quattro zampe, poggiando su ginocchia e gomiti, avesse sempre il culo in su. Le misi un corto guinzaglio e la portai a spasso così. Di tanto in tanto qualche bella staffilata per farla obbedire. Le avevo ordinato di leccarmi i piedi ogni volta che mi fermavo, ma non lo faceva subito e quindi dovevo continuare a colpirla. La feci sedere sui talloni in modo che stesse eretta come un cagnolino che ti ...