1. Sodoma!


    Data: 24/06/2020, Categorie: Etero Autore: Honeymark

    ... fa le feste e, ovviamente, la sdraiai sulle mie ginocchia sul divano. In quella posizione alternai carezze a sculacciate. Lei, sempre comportandosi da cagnolina, portò più volte il muso al mio uccello. Ma io rimasi vestito. Non era nei patti e se lo avesse voluto avrebbe dovuto chiedermelo a freddo prima. Un delitto, perché il ruolo del cane è proprio quello di leccare.
    
    Poi salì sulla scaletta di sua iniziativa, accertandosi solo che io la guardassi. Quando arrivò in cima, si fermò a 90 gradi e attese che le dessi dei colpetti con l’asse di balsa. La sua sottomissione finale mi faceva impazzire.
    
    Tornata giù, si andò a sedere davanti alla scrivania affinché le mettessi le mollette. Prima le presi in mano la vulva, facendola sobbalzare, poi le applicai le mollette al clitoride, alle grandi labbra e ai capezzoli. Quindi buttò fuori la lingua e gliene applicai una anche lì. Si contorse per qualche minuto, a tutto favore della modellazione dell’ano, poi gliele tolsi.
    
    Quindi la portai sul letto e le sfilai l’ingombro facendo molta attenzione.
    
    Era finita. Mancava solo la prova finale, ma non era detto che venisse a farselo mettere nel culo per collaudarlo.
    
    E invece venne, spiegandomi che aveva bisogno di una prova. Una sorta di garanzia sul lavoro svolto, in quanto era stato pagato dal piacere personale che mi aveva generato in queste due settimane di terapia.
    
    E, questa era una novità, accettò di farsi vedere anche lei da una o più potenziali pazienti che avevano ...
    ... bisogno di un allargamento ragionato del buco del culo.
    
    La portai sul letto, la misi nella solita posizione con i cuscini sotto la pancia, solo che stavolta le legai i polsi alle caviglie, così restava più esposta allo sguardo delle due donne in visita. Le inserii il cero da quattro centimetri con la dovuta accortezza, in modo da non rovinare tutto, ma presi atto con soddisfazione che lei era diventata recettiva. Il tutto comunque sta nella volontà di accettare di essere sodomizzati: se sei d’accordo, il piacere è totale, se non lo vuoi puoi subire un trauma anale da pronto soccorso.
    
    Ovviamente le misi la cuffia, peraltro senza la musica, e il cappuccio solo quando suonarono alla porta.
    
    Accolsi le ospiti, scambiai due chiacchiere di circostanza e le portai di là a vedere la paziente con il cero dell’ultima seduta, quello da 4 centimetri. Entrarono con visibile tensione e circospezione, come se temessero qualcosa. Magari di essere riconosciute, o di riconoscere la sottoposta. Ma, alla vista della donna in quella posizione con il grosso cero sporgente, spalancarono la bocca estasiate. Sembrava che si fossero eccitate.
    
    - Potete esprimervi, - dissi. – Non vi vede e non vi sente. Ha una cuffia con la musica.
    
    - Sono senza parole… Disse una.
    
    - Fantastico… - Disse l’altra.
    
    - Il risultato è assicurato, - precisai. – Questa signora non era in grado di subire un clistere normale, prima del trattamento.
    
    -Ma è proprio vero che devi farci fare tutte quelle… cose che ...
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