1. Sodoma!


    Data: 24/06/2020, Categorie: Etero Autore: Honeymark

    ... hai detto, per ottenere risultati?
    
    - In parte sì,perché le reazioni che si ripercuotono sull’ano sono fondamentali. E in parte perché mi diverte farle.
    
    - Capisco perfettamente, - osservò una. - Posso toccare la candela?
    
    - Se vuoi, abbassando il cero le fai emettere umori vaginali. E’ come un dispensatore di lubrificante naturale.
    
    Prese il cero e lo spinse verso il basso e mise la mano sulla vulva. Ammise che avevo ragione. Si pulì la mano sulla natica.
    
    - Ma sai che è di un erotismo immenso? – Esclamò l’altra. – E dimmi, la chiavi?
    
    - No, scherzi? Non è la mia donna. Io mi limito a sodomizzarla a fine terapia.
    
    - L’hai già fatto?
    
    - No, lo faccio appena ve ne siete andate,
    
    - Peccato…
    
    - Dai, se venite lunedì, possiamo cominciare con entrambe.
    
    Mi dissero di sì, le accompagnai alla porta e tornai dalla mia paziente.
    
    - Forza - dissi, - che è quasi finita. Adesso ti cavo il cappuccio e la cuffia, poi ti slego. Infine, se me lo consenti, pompo un po’ il cero per lubrificarmi il cazzo e poi ti inculo.
    
    - Non… slegarmi…!
    
    - Piacerebbe anche a me, ma non voglio che si dica che l’ho fatto contro la tua volontà.
    
    Non aggiunse altro. La slegai, ma mi lasciò fare come se fosse stata legata. Presi il cero con una mano e la figa con l’altra. Cominciai a pompare, ovvero ad abbassare e alzare il cero come se fosse una fontana, E in effetti, dato che così facendo mi riempivo la mano di liquido vaginale, era proprio un dispensatore di ...
    ... lubrificante.
    
    Spalmai l’uccello con quel fluido, quindi sfilai con cura il cero e mi disposi a sodomizzarla.
    
    Tolsi i cuscini, perché se mi piace lasciarne uno sotto la pancia quando chiavo da dietro stando in ginocchio, per metterlo nel culo la voglio diritta in modo che sia il peso del mio corpo a farlo scivolare dentro.
    
    Le unii le gambe e mi portai sopra, palesando prima il cazzo tra le natiche in modo da agitare la inculanda, quindi lo appoggiai all’ano. La sentii irrigidirsi.
    
    - Ssst – le sussurrai in un orecchio. – Rilassati. Fai come se fosse una candela più piccola dell’ultima che ti ho messo. Le baciai il collo e pian piano si rilassò . Appoggiai il glande e attesi che entrasse. Accadde in breve e lo spinsi dentro per tutta la punta. Ora potevo sodomizzarla. Mi sollevai per metterlo a 90 gradi e mi lasciai andare dolcemente di peso dentro di lei.
    
    Vi entrai come un coltello caldo nel burro.
    
    Infilai le braccia sotto le sue ascelle per tenermi meglio e cominciai a prenderla per il culo, inarcando la schiena per sodomizzarla meglio. Le tenevo le gambe strette e gemeva tra il tormento e l’estasi. Ogni tanto sbatteva i piedi, ma senza dir suna sola volta basta!.
    
    Mi lasciò scivolare dentro e fuori in tutta comodità, accarezzandomi il cazzo con il suo ano che fungeva da fascia elastica e il retto che fungeva da guaina, da vagina.
    
    Quando venni le riempii il retto di liquido seminale.
    
    Lei lo sentì e capì che era finita. Però continuò a sbattere il bacino come una cagna sia ...