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Secrezioni: "sei come un bambino"
Data: 06/07/2020, Categorie: Etero Autore: renart
... dell'Ufficio amministrativo, pallino e amante occasionale (quando le conveniva, chiaramente) del capo della baracca. Una sera Alfonso ci scoprì e deve essersi tenuto il jolly da giocarsi al momento opportuno. In realtà, io non m'ero accorto di niente, fu Gina a dirmi, mentre mi riallacciavo le braghe e lei si tirava su le mutandine verde pisello, che Alfonso era stato a guardarci tutto il tempo e, dall'espressione che aveva in viso, ne aveva anche dedotto che si stava masturbando alla scena. "Come fai a dirlo?", le chiesi allora accendendomi una paglia di mota, regalino di Totonno, l'inserviente del turno di notte. "L'ho visto, l'ho fissato negli occhi tutto il tempo", fece lei con nonchalance, acconciandosi con rapidi colpetti le curvature corvine del suo caschetto alla Valentine di Crepax. "Cioè, mi stai dicendo che mentre scopavamo tu guardavi lui?" "Sì". "E perché?" "Mi eccita. Mi eccita da morire", dichiarò con civetteria, passandosi sul muso un rossetto rosa shocking e valutandone l'effetto arricciando ripetutamente le labbra in uno specchietto da viaggio. "Ah", commentai secco passandole la canna. Gina aspirò avidamente, poi cacciò due lance di fumo dalle narici. A quel punto cercai d'immaginarmi la situazione. Gina era seduta su uno scatolo, le lunghe gambe allacciate alle mie reni che all'in piedi ero conficcato dentro di lei come un chiodo nel muro, un suo seno prestato all'avidità della mia bocca, e da dietro un'altra pila di scatole la ...
... pelata sudaticcia di Alfonso che emerge, la bocca deformata da un ghigno di voluttà, la mano callosa e ispida che fruga nella patta della tuta blu scuro, che recupera un pene tozzo, tarchiato, ma incredibilmente largo, e comincia a menarselo, mentre i miei colpi si fanno più decisi e frequenti e le grosse tette di Gina sobbalzano, cozzano tra loro, si sbattono in un ciaf ciaf come di pioggia, e le labbra si schiudono, la lingua saetta di fuori e tratteggia i contorni della bocca, mentre lo sguardo aggancia irrimediabilmente quello inespressivo da pesce lesso di Alfonso, che a sua volta le rimanda occhiate oscene, mangiandosela con occhi grigi e famelici. "Be'", conclusi, "effettivamente è abbastanza eccitante". "Che ti dicevo?", mi sorrise dandomi un colpetto tra le gambe ed imboccò il corridoio d'uscita, ancheggiando perfettamente in equilibrio su tacchi lunghi e sottili come matite. Ora che la scena incriminata m'è venuta in mente con nitidezza, in ogni dettaglio, non resta che tener botta e vagliare l'atteggiamento giusto da adottare. Scelgo quello sprezzante e menefreghista. Tanto oramai il dado è tratto. Mi stiro la tuta da lavoro con un rapido passaggio delle mani, mi schiarisco la voce con un paio di colpi di tosse e, ringalluzzito, chiudo la destra a pugno per bussare. Ma subito ci ripenso e afferro la maniglia. Sprezzante e menefreghista, si è detto. Spalanco la porta e la richiudo alle mie spalle. "Non ho sentito bussare", mi fa brusco l'uomo che siede ...