-
Villaggio di houer capitolo 7
Data: 12/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: prossi
... inglese. “Arthur, accendi questo macina caffè e filiamo!” gli suggerì Jo. L’uomo non si fece pregare e dopo pochi istanti fummo in viaggio con i fari della macchina ad illuminare la strada e gli alberi ai sui lati che correvano veloci all’incontrario. Da una parte ero curioso di viaggiare in automobile, dall’altra mi faceva un po’ paura; era così rumorosa e la strada non era che una trazzera fatta per i carri ed i calessi, al più! Guardai all’indietro lo scorrere della strada e lo spazio che ci allontanava dal villaggio, dal luogo della mia infanzia, dalla mia casa; ebbi un momento di commozione, ma Jo mi riportò alla discussione e mi fece distrarre dai miei pensieri. “Mark, Arthur è uno straordinario scrittore americano, una persona bellissima, adorabile oltre che un playboy di incredibile fama – mi rivelò Josh – Ci siamo conosciuti a Parigi durante una mostra di Patrick, il pittore di cui sono stato l’aiutante per qualche mese. Arthur è uno che ti legge dentro, Mark, ed io avevo anche bisogno di parlare con qualcuno di me… di te. Un giorno scriverà un libro sulla nostra storia, è vero Arthur?” Quanto era cambiato Jo, pensai nel vederlo così loquace, vulcanico, energico. Che fosse una mente speciale, un eclettico lo sapevo già, ma egli non finiva mai di stupirmi e di affascinarmi. Si rivolgeva ad Arthur come se avesse la sua stessa età, ma Jo era poco meno di un ventenne e quello la trentina l’aveva sicuramente passata; eppure sembrava che fossero alla pari, ...
... anzi che quello si facesse guidare da Jo. Presero a parlare in continuazione senza fermarsi mai neanche per un attimo; soprattutto Jo era incontenibile. Io non ero abituato alla conversazione in generale, nel villaggio e a casa eravamo stati educati a parlare poco e a comando - e quei ritmi mi facevano un po’ confondere, riuscivo malamente a seguirli. Passavano da un argomento all’altro con una velocità e una disinvoltura incantevole, nominando città, negozi, locali e persone, a me assolutamente sconosciuti, ma che loro dicevano avrebbero dovuto farmi conoscere. Pensai alle giornate passate da me e Jo insieme assolutamente nel silenzio godendo della sola nostra presenza e adesso lo ascoltavo parlare a ruota libera e non mi sembrava vero che fosse lui, ma, quando gli guardavo gli occhi mi dicevo: “è lui, quegli occhi spiritati li riconoscerei dappertutto.” Jo non si interrompeva mai e posava il suo sguardo un po’ su Arthur e un po’ su me per farmi sentire partecipe. Io lo guardavo estasiato e felice, e avevo smesso di tentare di capire i loro discorsi, non mi importavano. Ciò che mi importava era che fossimo di nuovo insieme e, pur se cambiato nell’aspetto e nei modi, rimaneva sempre il mio amore. Jo stava blaterando le sue cose con Arthur, non so di cosa parlassero, sentivo un vociare allegro e continuo fare a gara al rumore del motore dell’automobile, quando si zittì improvvisamente nel guardarmi, come se avesse scorto nel mio volto qualcosa di strano, quasi si fece ...