1. Villaggio di houer capitolo 7


    Data: 12/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: prossi

    ... grazioso benché leggermente femmineo e, in fondo, appetibile. Si trattava solo di rinvigorire vecchi rapporti e stuzzicare l’appetito. Gustav sembrava che mi guardasse sempre con fare ammiccante o forse era la mia mente che traduceva le sue normali espressioni in senso negativo.
    
    L’inverno arrivò presto e sembrò non finire mai, la neve scese copiosa in tutta la Germania del nord e dovetti aspettare Pasqua per rivedere Gustav e avere notizie di Jo. Erano già passati nove mesi da quando Jo era scappato con la promessa di venirmi a prendere quanto prima, ma il giorno del suo ritorno sembrava non arrivasse mai. Le notizie portatemi da Gustav non furono affatto buone. Non vedeva Jo da tre mesi. Aveva lasciato il posto di aiutante del pittore e si era aggregato ad un gruppo di musicisti di musica americana con i quali aveva cominciato a suonare il pianoforte nei locali di Berlino. Aveva lasciato il gruppo dopo avere conosciuto un uomo, uno scrittore americano, con il quale si faceva vedere assieme per i locali ed infine era sparito, anzi erano spariti entrambi.
    
    Avevo abbastanza fiducia che Josh sarebbe venuto a prendermi un giorno, ma il mio stato d’animo era ugualmente a terra e fu per questo che cominciai ad ammalarmi frequentemente. Il dottor Mayler cominciò a frequentare casa con una certa assiduità. La mia malattia, diceva, non era di quelle che si curano con i farmaci, per questo rimaneva a parlare con me o almeno tentava di farlo con poca fortuna, per starmi ...
    ... accanto.
    
    “Ti manca Jo, è vero?”
    
    “Si, dottor Mayler.”
    
    “Manca a tutti, era un ragazzo eccezionale… chissà cosa è successo.”
    
    “Vorrei che fosse qua.”
    
    “Lo vorremmo tutti, ma nel frattempo, Mark, devi darti forza altrimenti rischi grosso. La tristezza è la più brutta delle malattie, non ha cure, ma un solo medico, tu stesso, datti una smossa.”
    
    “Lo farò, dottor Mayler.”
    
    “Ti farò delle iniezioni, Mark.”
    
    Me lo disse aspettando una mia reazione di contrarietà che non arrivò.
    
    “Si tratta di vitamine ed energetici di nuova produzione, provengono dall’America. Ti aiuteranno a sentirti meglio. Per il resto tocca a te.”
    
    “Va bene, dottor Mayler, le farò, non si preoccupi.”
    
    Il dottor Mayler mi guardò stupito che non protestassi, direi deluso.
    
    “Vuoi che ti massaggi il sederino?”
    
    Io gli sorrisi e gli risposi: “Grazie, dottor Mayler, ma non è più necessario, sono cresciuto.”
    
    “Sei sicuro?” mi chiese nel desiderio che rivedessi la mia posizione.
    
    “Si.”
    
    Annuì, deluso.
    
    “È un vero peccato – disse un po’ tra se e se – che voi ragazzi cresciate così in fretta e diventiate uomini. Era bello quando ti lasciavi massaggiare il sederino, darti sollievo e aiutarti a spegnere le lacrime. Siete così dolci da bambini e così amari da grandi, ci fate sentire inutili”
    
    Quell’uomo, capii, provava attrazione sessuale verso di me. Le sue mani tremavano deluse di non potermi toccare, ma non c’era cattiveria in lui, piuttosto un combattimento interno tra l’essere un brav’uomo, il ...
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