1. Villaggio di houer capitolo 7


    Data: 12/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: prossi

    ... Jo, li regalai a Gesù perché lo facesse tornare.
    
    E arrivò anche l’inverno e poi la primavera e poi di nuovo l’estate. Jo invece non arrivò e, a quel punto, persi le speranze.
    
    L’attesa di Jo mi aveva bloccato, isolato, emarginato dagli altri, da altri interessi.
    
    Roman e Gloria alla fine si erano innamorati. Chi lo avrebbe detto? Nella vita non si può mai sapere; pensi di odiare e poi ami, pensi di amare e poi…
    
    Non provavo odio nei confronti di Jo, volevo solo dimenticarlo per ricominciare a vivere, mettere alla prova i miei sentimenti, le mie pulsioni con un altro amore. Nel villaggio, però, non trovavo nessuno che potesse sostituire Josh nel mio cuore.
    
    Anche Gustav era cresciuto e aveva perso quella sua parte femminea e, a quanto pare, aveva chiesto in sposa la sua contessina.
    
    Io, invece, non frequentavo nessuno e non provavo sentimenti per nessuno; li avevo riservati tutti per un amore fantasma, volatilizzatosi nel nulla.
    
    Spesso trascorrevo la notte insonne spremendomi le meningi sulla fine di Jo.
    
    Era vivo o morto?
    
    Si era innamorato di qualcuno o di qualcuna?
    
    Mi aveva davvero mai amato?
    
    Forse a Berlino, nel momento della acquisita libertà, si era accorto di desiderare altro che non me?
    
    Rimuginavo su questi interrogativi sera per sera, giorno per giorno e nel farlo soffrivo come un cane per l’assenza assoluta di risposte. Provavo pena per me, per la sofferenza che il mio cuore pativa, giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto. Non ...
    ... potevo continuare così e fu per questo che quella notte mi imposi di dire addio a Jo, di togliermelo dalla testa.
    
    Il pensiero di Jo, però, non mi abbandonava e mi seguiva anche nel sonno come una musica che ti entra in testa e non ti lascia un sol attimo, e suona, e suona, e suona e ti sembra di impazzire; vorresti aprirti la testa per prenderla e buttarla per terra e pestarla finche non rimane più nulla.
    
    Ci sono volte in cui mentre sogni ti rendi conto di sognare e pensi di dirigere il sogno a modo tuo, in modo da realizzare i tuoi desideri; poi, quando pensi di avere agguantato il sogno e di averlo fatto tuo, ne perdi la percezione e lo confondi con la realtà.
    
    Sognai che Jo era nel suo letto e mi chiamava:
    
    “Mark, vieni!”
    
    Nel sonno percepii di sognare. Non poteva essere possibile che Jo fosse nel suo letto.
    
    “È solo un sogno” mi dissi.
    
    Il desiderio di incontrarlo e di far l’amore con lui era tanto che decisi di prendere in mano il sogno, di stare al gioco. Mi sarei alzato e sarei andato nel suo letto e avrei fatto l’amore con lui. Era solo un sogno, ma era meglio di niente. Per quanto mi sforzassi di sollevare le coperte, però, non ci riuscivo come se fossero pesanti come lastre di piombo e si abbattessero pesantemente sul mio corpo.
    
    “È un sogno – mi dissi e accortomi che esso non ubbidiva ai miei comandi lo pregai – Sogno, ti scongiuro, fammi incontrare con Jo, voglio fare l’amore con lui.”
    
    I sogni difficilmente si fanno comandare, essi vanno per ...
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