1. Amore fraterno


    Data: 20/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: nh-paul

    Brotherly love by Lenny Bruce
    
    “Mamma, hai visto che ha fatto Matteo?”
    
    “Non ho fatto niente…” si giustificò l’altro, poi si voltò di scatto e colpì il fratello con un pugno alla spalla.
    
    “Ma sei proprio stronzo!” aggiunse a voce più bassa e gli tirò un altro pugno che non andò a se-gno, perché quello s’era spostato indietro.
    
    Marco, che era più grande e anche più forte, stava sul sedile posteriore dell’auto. L’abbracciò da dietro e cominciò a stringere, provando a soffocarlo. Ovviamente Matteo cercò di divincolarsi e diede una ginocchiata violenta alla leva del cambio che finì in folle.
    
    La macchina rallentò improvvisamente, in piena tangenziale. Poi riprese velocità.
    
    Fu dopo che ebbe ingranato un’altra volta la marcia che alla mamma sfuggì un sospiro. Il suo disappunto nei confronti dei figli e del loro comportamento in genere era tutto là. Non avevano molte occasioni di incontrarsi e perciò lei non poteva intervenire molto nella loro educazione e anche se l’avesse voluto difficilmente ne avrebbe trovato la forza.
    
    Ogni sabato mattina si svolgeva l’unico rito familiare al quale li costringeva a partecipare: la spesa al supermercato. Per il resto gli faceva condurre un’esistenza indipendente. E non era stata lei a scegliere questa soluzione, ma loro due, quando avevano cominciato a capire quanto poco le interessasse la loro educazione.
    
    La famiglia era tutta in quella macchina. I ragazzi erano stati concepiti con la collaborazione saltuaria di un bel ...
    ... tedesco, biondo, passato da Napoli e fermatosi giusto il tempo di metterla incinta la prima volta e per riprovarci con successo a distanza di un anno, quando era andato a vedere come se la passava la giovane amante. Scoperto che aveva appena partorito un bel maschietto che gli assomigliava parecchio, soprattutto nei capelli e negli occhi, fu così contento che trascorse altre due settimane in casa della ragazza. Non tornò più, né mai seppe che avevano generato un altro ragazzino, simile in tutto e per tutto al primo.
    
    Per ovvie ragioni il padre non fu consultato per la scelta dei nomi che cadde su quelli degli evangelisti. Era una scelta che mal dissimulava un progetto di maggiore portata: si sa gli evangelisti sono quattro.
    
    Il progetto era rimasto incompiuto.
    
    “Matteo, per favore, stai seduto e non dare fastidio a quell’altro là” disse lei con voce stanca, cercando di concentrarsi sul traffico “non fate come quando avevate cinque anni. Tu e quel deficiente di tuo fratello!”
    
    E qua la sua voce si impennò, senza però gridare, perché non ne avrebbe avuta la forza. I ragazzi si acquietarono, non per quello che avevano appena sentito dire, ma perché distratti da qualcos’altro e lei svoltò per uscire dalla tangenziale ed entrare nel parcheggio del centro commerciale. Trovò posto ad una distanza accettabile da dove avrebbero trovato e dovuto riportare il carrello e si apprestò alla battaglia del sabato mattina.
    
    Aveva convinto i ragazzi ad accompagnarla con un’argomentazione ...
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