1. Amore fraterno


    Data: 20/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: nh-paul

    ... sempre.
    
    Sentì il fratello emettere come un grugnito, poi afferrargli il capo, attirarlo a sé. Lo sperma uscì e gli riempì la bocca.
    
    Le gambe di Marco tremarono per l’orgasmo. Lui abbassò lo sguardo a contemplare la bocca del fratello stretta attorno all’uccello, piena di sperma che come sempre faceva fatica ad ingoiare. Matteo ebbe un singulto, tentando di mandarne giù il più possibile.
    
    “Cazzo! Mamma sta tornando…” sibilò Marco che aveva ripreso il controllo di sé e del piazzale. Si tirò indietro, ma dal cazzo colava ancora qualche goccia di sperma “leccalo, leccalo, prima che mi sporchi i pantaloni!” ordinò al fratello, mentre cercava di lottare con l’erezione che lo irrigidiva ancora e gli impediva di richiudersi i jeans.
    
    Nella foga Matteo mancò l’uccello e invece di ripulirlo con la lingua, si attaccò l’ultima goccia, notoriamente la più densa, sotto il naso.
    
    Marco riuscì a rivestirsi un attimo prima che la mamma incrociasse il suo sguardo e arrivasse davanti al furgone.
    
    “Ragazzi, ho dimenticato il portafogli in macchina…” poi fissò il figlio minore “Matteo, ti cola il naso. Sei raffreddato? Non hai il fazzoletto?”
    
    “Si, si, mamma… credo di si!” e fingendo di tossire si ripulì il labbro con il dorso della mano.
    
    Marco, con le mani in tasca, cercava di risistemare tutta la sua attrezzatura che era un po’ scomposta ed ancora in tiro per il pericolo che avevano corso. Non aveva distolto gli occhi dal fratello e Matteo non l’aveva deluso. Con la mamma ...
    ... si era comportato mostrando un bel sangue freddo e poi si era leccato voluttuosamente la goccia di sperma che aveva raccolto sul dorso della mano.
    
    Aveva un fratello eccezionale che meritava un premio. E quella sera gliel’avrebbe dato.
    
    I ragazzi continuarono a scherzare e a rievocare l’avventura del parcheggio per tutto il pomeriggio e anche quando restarono da soli in casa, dato che era sabato sera. Dividevano una delle tre camerette che costituivano il piccolo appartamento in cui abitavano. Per loro fortuna la mamma dormiva nella stanza dall’altra parte della casa e fra loro c’erano sempre almeno due porte chiuse. La stanza era davvero piccola per due ragazzi che crescevano e se un letto a castello avrebbe risolto in parte il problema dello spazio, la vera seccatura era che non c’erano mai abbastanza soldi per comprarlo.
    
    Matteo sapeva che il fratello era particolarmente arrapato quella sera, così come lo era stato tutto il giorno, a cominciare dal pompino preteso al centro commerciale. Quello era stato soltanto l’inizio. Poi non aveva fatto altro che toccargli il culo, passargli la mano sull’uccello, accarezzarlo sulla faccia, bloccarlo da dietro e mettendogli le mani avanti fargli sentire l’uccello duro sul culo.
    
    Quando se ne erano andati nella loro camera e Marco gli aveva detto di spogliarsi, Matteo aveva pensato che il fratello avrebbe preteso un altro pompino. Di più per il momento non poteva fare, perché il culo gli faceva ancora molto male. Il fratello ...
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