1. Amore fraterno


    Data: 20/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: nh-paul

    ... commerciale, negli spogliatoi della piscina, e una volta pure nell’ufficio del parroco, mentre quello era fuori a parlare con la mamma. A Matteo non importava di nulla, se non di compiacere Marco. E fare quelle cose, nei posti più strani, lo eccitava incredibilmente, almeno quanto eccitava suo fratello maggiore.
    
    A guardarlo da vicino quell’uccello gli pareva più grande di quanto non fosse. Era convinto che gli ci sarebbe voluto più di un anno perché il suo prendesse le stesse dimensioni. E poi attorno c’era un cespuglio di peli biondi e folti, mentre lui non aveva che una decina di peli gialli, radi ed infelici.
    
    Prima di prenderlo in bocca l’accarezzò e poi scese a toccare le palle, grosse, tanto grosse anche quelle. Possibile che in un solo anno sarebbe cambiato tutto?
    
    L’uccello ebbe come un balzò e finalmente lo prese in bocca. Sentì il fratello mormorare di piacere. Poi la carezza sul collo.
    
    Marco gli voleva bene.
    
    L’aveva soddisfatto migliaia di volte ormai, non gli resisteva. Mai, mai gli aveva detto di no. Mai che il piccolo gli avesse rifiutato qualcosa. Sapeva che avrebbe potuto anche fargli molto male e quello non gli si sarebbe sottratto. Quei rapporti non erano comunque a senso unico e l’altro riusciva sempre a prendersi la sua parte di divertimento. Anche se l’uccello del ragazzino era ancora piccolo e da poco emetteva lo sperma.
    
    Con la bocca Matteo lavorò l’asta. Il tempo per lui si era come fermato, ma quello che gli importava davvero era che ...
    ... stavano facendo una cosa proibita e che Marco fra un momento avrebbe goduto. E sarebbe stato contento di lui. Una volta di più.
    
    Il piazzale era ancora miracolosamente deserto per essere sabato mattina e loro potevano continuare indisturbati. Marco era molto vigile, nonostante stesse per raggiungere l’orgasmo, travolto dalle carezze e dal solletico che la lingua del fratello gli procurava sulla cappella.
    
    Aveva un uccello già sviluppato per i suoi quattordici anni e riempiva completamente la bocca del piccolo.
    
    “Oh… Mattè… dai…”
    
    E Matteo capì che doveva accelerare il ritmo delle sue lappate. Poteva arrivare qualcuno da un momento all’altro, anche la mamma e questo non faceva che rendere più eccitante la situazione. Ormai il cazzo di Marco gli entrava quasi completamente nella bocca, scendendo un po’ anche in gola. Aveva imparato da tempo a non soffocare e riusciva quasi ad ingoiarlo tutto. Ma questo lo faceva in genere la sera a casa, quando erano da soli e aveva il tempo di prendere il passo giusto. Là, in mezzo al parcheggio non poteva e Marco doveva accontentarsi. Bagnò di saliva tutta l’asta, lo succhiò con forza, accanendosi, come gli aveva spiegato Marco, sulla punta dell’uccello. Quando arrivava ad infilare la lingua nella fessura, riusciva sempre a leccare le prime gocce di sperma che salivano. E sapeva che il fratello stava per godere. Solo allora andò a solleticarlo col dito tra le palle, sotto lo scroto e fu come aprire il rubinetto. Lo scherzo riusciva ...
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