1. Amore fraterno


    Data: 20/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: nh-paul

    ... molto semplice: se non l’aiutavano a trasportare la spesa non gli avrebbe dato da mangiare. E le due carogne avevano acconsentito. Facevano così da un paio d’anni.
    
    Non appena la macchina si fu fermata, i due si catapultarono fuori e corsero via, senza una parola. L’appuntamento era di lì ad un’ora, vicino alle casse. E quella era un’altra seccatura, perché le casse erano ottanta e lei disperava sempre di ritrovarli, mentre i ragazzi, che la seguivano di nascosto nel supermercato, saltavano fuori sempre un momento dopo che aveva finito di pagare ed aveva dovuto sistemare tutte le buste nel carrello.
    
    Prima che lei potesse ricordargli l’appuntamento di ogni settimana, erano corsi via e non erano più a portata di voce. Non della sua che era sempre stata esile e poco udibile, specialmente da quei due che ormai correvano all’impazzata nel parcheggio, guardandosi intorno alla ricerca di persone da prendere in giro, anche se pareva che in quel momento non ci fosse nessuno in grado di catturare la loro attenzione.
    
    Avevano in comune il talento per lo scherzo, la derisione, che in genere concentravano, con una buona dose di codardia, addosso a persone incolpevoli e che difficilmente gliel’avrebbero fatta pagare.
    
    Una donna anziana apparve da dietro a un furgone. Era diretta alla sua macchina e spingeva a fatica un carrello colmo di buste. Le si affiancarono e mentre il piccolo, che era quello con la faccia più angelica, le rivolgeva un sorriso di saluto, l’altro, solo un ...
    ... po’ meno serafico, le sfilava di mano il carrello per spingerlo lontano, lasciando la vecchietta attonita. Si allontanarono di corsa, prima che quella cominciasse a strillare. E mentre loro si sbellicavano dalle risa dietro al furgone, toccò proprio alla mamma di recuperare il carrello e restituirlo alla donna. Le due donne discussero un po’ della cattiva educazione che hanno i ragazzi in questi tempi e la mamma si sentì terribilmente a disagio, perché stava parlando, e molto male, dei propri figli.
    
    Matteo era piegato in due e si teneva la pancia per il troppo ridere, gli occhi pieni di lacrime. Nonostante il baccano che faceva, sentì un rumore che lo fece immediatamente tornare in se stesso. Era il suono di una cerniera che viene aperta. La cerniera dei jeans di Marco:
    
    “Ma che fai?” disse con la sua voce squillante, mentre il fratello tirava fuori il cazzo già in tiro.
    
    “Mattè… fammi un pompino. Ce n’ho bisogno!”
    
    “Qua? Tu sei scemo!”
    
    “Dai, spicciati. Sto attento io a dirti se arriva qualcuno…”
    
    Erano dietro il furgone che, parcheggiato contro un gruppo di siepi, creava un angolo in cui era difficile essere visti. A meno che non tornasse il padrone del furgone a portarselo via.
    
    “ Dai, Mattè, fai presto…!”
    
    Il piccolo si guardò attorno ancora dubbioso, poi, non vedendo nessuno muoversi nelle vicinanze, gli s’inginocchiò davanti e avvicinò le labbra all’uccello che era già dritto e impennato, fuori dai jeans.
    
    L’avevano già fatto nei cessi di quel centro ...
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