-
Amore fraterno
Data: 20/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: nh-paul
... la fichetta e cercando un buco ho trovato questo” Marco fece la faccia seria “ora dovrò legarti!” Matteo tirò un sospiro di sollievo. Era tornato ad essere il Marco di sempre ed ora lo legava per fargli quello che avrebbe voluto. Avrebbero goduto insieme come facevano fino a poco tempo prima. Prima finì di spogliarlo nudo, poi prese dal comodino il solito pezzo di corda e gli assicurò i polsi alla spalliera, come faceva sempre quando erano nella loro camera e giocavano al sesso. Matteo si aspettava che Marco scendesse a prenderglielo in bocca, ma si sentì voltare e leccare in mezzo al culo, poi più giù fino al buchino, poi dentro. “Ehi… Marco…” ma era una bella sensazione e lo lasciò fare. Poi sentì qualcosa premere, si voltò e vide che Marco gli stava infilando un dito, ma prima di vederlo provò la sensazione che qualcosa si muovesse dentro di lui e un po’ la solleticava, un po’ forzava, frizionava quella parte delicata. Quando Marco gli tolse il dito la sensazione di vuoto fu peggiore, tanto da fargli desiderare che presto ricominciasse. E Marco lo rifece con un altro dito, assieme a quello di prima. Il solletico fu meno intenso e lo sforzo per entrare fu molto più grande, ma non sentì dolore. Era proprio come se dovesse fare quella cosa e gli stava riuscendo difficile. “Ho trovato la mia fichetta” sentì dire al fratello “ce l’avevo nel mio letto e non lo sapevo!” “Marco… che fai?” “Ti inculo, fratellino così mi scopo la mia fichetta. È la stessa ...
... cosa!” “No… dai, mi fai male!” urlò, ma era troppo tardi, perché Marco gli era già dentro, avendo lestamente sostituito le due dita con il cazzo che aveva già abbondantemente bagnato di saliva. Le carezze di Marco, le sue lusinghe, riuscirono a calmarlo, ma il dolore c’era e c’era tutto. Quando Marco, per fortuna in pochissimo tempo, l’ebbe riempito di sborra, glielo tirò fuori e lui si sentiva il culo in fiamme. Il suo pianto sommesso fu subito consolato, ma per qualche giorno Marco lo vide camminare in modo un po’ strano, sedersi con circospezione. Ogni sera gli faceva pompini e se ne faceva fare, ma quanto anche a sfiorargli il culo non ci fu più verso, fino a capodanno, quando lo stesso Matteo, mentre tutti dicevano che chi fa qualcosa a capodanno la fa tutto l’anno, si avvicinò all’orecchio del fratello e gli mormorò: “Voglio che stanotte mi inculi, così poi lo faremo per tutto l’anno! E poi anche l’altro anno ancora!” Marco si commosse e baciò il fratello, poi di nascosto gli versò una coppa intera di spumante, poi un’altra e attese impaziente che gli zii li riaccompagnassero a casa per poter ricominciare a scoparlo. Matteo, mezzo ubriaco, lo lasciò fare. Era anche molto rilassato e accolse il cazzo del fratello assai più in profondità della prima volta. Quando gli fu tutto dentro, Marco l’accarezzò, lo baciò sul collo, tra i capelli. Matteo forse dormiva già e quella sua specie di assenza spinse Marco a considerare la devozione di suo fratello, l’affetto ...