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Litigi, confronti, ritorni, perversioni
Data: 28/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Difficilissimo
... in pelle dove avevamo scopato innumerevoli volte. Iniziammo a sorseggiare un bel bicchiere di rinomato rum preso dalla collezione del padre, sicuramente all'oscuro del tutto. Nel mentre parlammo a lungo, mi raccontò tutto quello che aveva fatto in questo periodo e a mia volta feci lo stesso. In questo pensai subito che avevo un feeling simile a quello con Mario, avevamo tanti argomenti di cui parlare e insieme difficilmente ci annoiavamo. Cosa che invece sicuramente accomunava i due era la permalosità, anche se in forma diversa: quella di Pier era conseguenza del fatto che era maledettamente viziato, abituato a stare sempre al centro dell'attenzione, ad avere tutto, a sentirsi importante, ricco, bravo, intelligente, coccolato; Mario invece ci stava proprio male da dentro, si sentiva ferito seppur a sproposito e questo denotava sicuramente la sua insicurezza, a mio avviso esasperata dalla sua omosessualità nascosta verso tutti e dalla grossa severità dei genitori, che gli avevano sempre abbastanza tarpato le ali. Qui certamente preferivo le insicurezze e le paure di Mario all'arroganza e la spacconeria di Pier, che anche durante questa chiacchierata non perdeva comunque occasione per ostentare il suo modo di essere, i suoi averi, i suoi vizi. Fu così che alla lunga il carattere di Pier prese il sopravvento e il discorso iniziò a scivolare un po' nel patetico, con lui che si vantava di ogni cosa. Decisi a questo punto di giocarmi le mie carte definitivamente, se accettava bene ...
... altrimenti me ne sarei tornato a casa. Senza girarci troppo attorno tirai fuori l'argomento erotico tra noi due, gli chiesi se avesse più avuto una simile intesa a letto con qualcuno, lui non sembrò imbarazzato dal discorso e ammise che dopotutto tra me e lui c'era un gran sesso e che, pur avendo avuto molte esperienze, non gli era più capitato di provare tanto piacere e spingersi tanto oltre. Senza peli sulla lingua gli domandai semmai avesse voluto riprovare a farlo. Gli avevo raccontato di Mario ma gli avevo anche detto che eravamo in pausa, anche se comunque, conoscendo Pier non si sarebbe fatto in ogni modo problemi. Senza dire nulla poggiò il bicchiere sul tavolino e venne vicino a me, mi guardò e iniziò a baciarmi. Risposi immediatamente al suo bacio, dopo tutto quel tempo sentivo nuovamente la sua lingua attorcigliarsi alla mia, respiravo ancora il suo forte profumo e mi gustavo il suo intenso respiro. Pier era sempre stato una troietta, una lurida puttanella, una cagna...e da zoccoletta quel era mi venne sopra a cavalcioni, senza smettere di baciarmi ma iniziandosi a strusciare sul mio pacco. La situazione si stava facendo davvero calda, Pier si strusciava a me con erotismo e abilità, lui nel sedurre era sensazionale. Gli sfilai via la maglia, poi la canotta, mettendo a nudo il suo petto magro e scolpito, totalmente glabro. Iniziai a mordicchiarli i capezzoli, a leccarglieli, a baciarglieli, a stimolarglieli con dita, labbra e lingua e lui ansimava deciso. Mi piaceva ...