1. Villaggiodi houer capitolo 2


    Data: 04/08/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: prossi

    ... la mano di mio fratello pensando che fosse il massimo a cui potessi aspirare, che il gioco fosse tutto lì e, pensando di star abusando della sua pazienza gli dissi: “Se sei stanco puoi fermarti, è già stato tanto bello.”
    
    Lui mi guardò sorridendo e poi replicò:
    
    “Fratellino, chiudi gli occhi, goditi questi momenti e non pensare a me.”
    
    Annuii ancora e obbedii. Chiusi gli occhi e mi abbandonai ai sensi gustando con avidità il piacere che la tempesta ormonale mi provocava indistintamente su tutto il corpo, ma in particolare nel mio pisello zucca. Mi sentivo così bene come mai avevo provato prima e soprattutto leggero e caldo nello stesso momento, forte e dolce. E quel benessere cresceva attimo dopo attimo provocando reazioni a catena nel mio corpo: la bocca che si dischiudeva da sola liberando il piacere rintanato nel petto e trasformandolo in goduria, le mie labbra che si cercavano e si inumidivano, gli occhi che si aprivano a guardare gli occhi di mio fratello e il suo bel viso, le mani che cercavano la sua pelle, i glutei che si contraevano e partecipavano all’amplesso; finché il mio respiro si fece così intenso e lungo che dovetti spalancare la bocca perché i polmoni si liberassero di tutta l’aria vecchia per riempirsi insaziabili di nuovo ossigeno. Istintivamente cominciai a scopare la mano di mio fratello più velocemente e a colpi sempre più energici. Una vampa esplose intorno al mio pisello e, come un fulmine interno, si propago per l’intero corpo fino ai piedi in ...
    ... giù e alla testa in su per poi rimbalzare in un susseguirsi incontenibile tanto intenso e tanto incredibilmente piacevole che non riuscii a trattenere un oh di estasi e goduria che, solo perché mio fratello mi tappò subito la bocca con l’altra mano, non si udì in casa. Sentii scorrere un caldo liquido a flotti dal mio pisello e ogni volta il bisogno di stantuffare il pisello nella mano di mio fratello con forza quasi violenta. Godetti in maniera incredibile quel mio primo orgasmo che, devo dire, così forte non lo ebbi più per tutto il resto della vita come una diga che crolla facendo uscire inarrestabile l’acqua in essa contenuta. Il mio membro da adulto aveva forse aspettato troppo a lungo questo momento, ma io da solo non ci sarei mai arrivato.
    
    Non ebbi la forza di parlare per qualche minuto e alla domanda più volte ripetuta di mio fratello che mi chiedeva se mi era piaciuto riuscii a rispondere solo con cenni della testa.
    
    Cavolo se mi era piaciuto. E mi piacque così tanto che da allora non smisi più di masturbarmi. Ogni sera io e mio fratello dormivamo assieme nello stesso letto e lo facevamo. A volte ognuno per proprio conto guardandoci negli occhi, a volte lui masturbava me ed io lui. Poi io cominciai a farlo anche per conto mio durante il giorno, quando potevo. Una volta, in un giorno ne contai sette. Divenne un’ossessione, ma non me ne fregava nulla, era troppo piacevole e non riuscivo a smettere. La mia vita cambiò. Al centro del mio mondo prese posto la ricerca ...
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