1. Il desiderio del libraio


    Data: 11/09/2020, Categorie: Etero Autore: passepartout

    ... ultimi mesi ho pensato ad altro, il lavoro, gli amici, le letture, ma le donne mi sono limitato a guardarle, qualche volta mi sono spinto oltre, ma solo coi pensieri.” “con me fin dove ti sei spinto?” domandò la donna sedendo dritta sulla sedia e fissandomi con uno sguardo malizioso. “posso avvalermi della facoltà di non rispondere?” dissi scherzando, alzando il braccio destro e mettendo la mano sinistra su un’ipotetica bibbia. “lasciati andare, senza imbarazzi, raccontami i tuoi pensieri.” Mormorò prendendo la mano sinistra e mettendola sul suo seno. Il cuore le batteva con ritmo regolare, così cercando di frenare il caldo che cominciava a pervadermi dallo stomaco fino al viso, le dissi dell’emozione che seguì il nostro primo incontro, dei pensieri notturni che mi avevano rapito, del desiderio di rivederla e della sorpresa d’incontrarla di nuovo alla Mondadori, di quanto avevo sperato tornasse a trovarmi, poi m’interruppe, “cosa hai immaginato di fare con me Curzio, dimmelo senza imbarazzo, fidati di me, sii te stesso, non avere paura.” Lentamente, mentre la mia mano era poggiata sempre sul suo cuore, cominciai a raccontare immagini erotiche, non provai alcun imbarazzo mentre mi faceva domande, quando ebbi finito, mi disse di seguirla, ci alzammo dalla tavola e salimmo delle scale strette e alte. Al piano superiore c’erano due stanze ed un bagno, entrammo in quella che sembrava la più grande, Nausica accese una luce che produceva un fascio luminoso ampio ma soffuso, al ...
    ... centro c’era un letto basso in stile giapponese, con un armadio nello stesso stile nella parete di fronte, mi aiutò a spogliarmi, dolcemente come avrebbe potuto fare una sorella, allo stesso tempo con sensualità, come solo un’amante sa fare, quando fui completamente nudo, ricambiai le attenzioni. Entrammo nella grande doccia, ci lavammo con cura, strofinando i nostri corpi l’uno sull’altra, l’eccitazione era palpabile, ci masturbammo reciprocamente, rilassandoci e scaricando l’onda emotiva che continuava a montare. Uscimmo e ci asciugammo, poi tornammo in camera, sdraiati sul letto ci baciammo, per la prima volta, era strano, ma sotto la doccia avevamo cercato i nostri corpi ma non ancora le nostre labbra, come avessimo voluto ritagliare per quel momento uno spazio particolare, che ora era giunto. Le calde labbra incorniciarono le umide appendici rosee, intrecciate con foga e passione, mentre le mani scrutavano i nostri corpi ancora bagnati. I seni di Nausica turgidi e sodi, premevano contro il mio petto glabro, sentivo il suo monte di venere liscio come una pesca, premere sul mio pube, la mia eccitazione farsi sempre più potente. La donna con un gesto rapido eppure morbido, piegò le gambe e salì col bacino sopra il mio volto, mettendomi il sesso all’altezza della bocca “leccami Curzio.” Mi bisbigliò, avvicinando la bocca alla mia, mentre i suoi capelli bagnati mi colpivano come fruste sul viso, iniziai a lambire il clitoride con la punta della lingua, la totale assenza di vello, ...
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