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Giada
Data: 11/09/2020, Categorie: Etero Autore: Sugarman66x
... chiedevo semmai avessi avuto il coraggio di rivivere la stessa esperienza. Alle cinque staccammo... tutto era stato predisposto per la continuazione dei lavori senza che fosse necessaria una mia ulteriore permanenza sul posto, la mattina successiva sarei quindi ripartito per tornare a Milano. Giunti in albergo ci dirigemmo ognuno verso la propria stanza. Era inebriante la sensazione dell’acqua calda che scorreva sulla mia pelle lavando via ogni traccia di polvere e fuliggine. Indossai i calzoncini della sera prima ed una t-shirt pulita, mi sentivo ancora agitato. Uscii sul balcone nella vana speranza di rivederla, ma le ante che davano nella sua stanza erano chiuse, le tende tirate. Mi sdraiai sul letto e mi concessi un’oretta abbondante di riposo. Alle sette e un quarto circa scesi nella hall, bevvi al bar un aperitivo insieme ai miei amici e poi ci sedemmo tutti assieme al nostro tavolo. I miei colleghi erano instancabili, una dura giornata di lavoro fisico sembrava non aver lasciato alcuna traccia su di loro. Claudio, tra una risata ed una battuta oscena, continuava a lanciare occhiate a due belle signore bionde sedute ad un tavolo lontano una decina di metri dal nostro, dal canto mio controllavo di tanto in tanto che lei arrivasse... e se fosse partita in giornata? Se quel giorno stesso lei avesse terminato la vacanza? A quel pensiero sentii attraversarmi da un velo di tristezza, ma non lo detti a vedere. Fu mentre Stefano raccontava la barzelletta della ...
... suora e dell’uccelletto entrato in chiesa che la vidi fare il suo ingresso nella sala assieme alla sua famiglia. Stavolta indossava dei calzoni bianchi a vita bassa, corti a metà polpaccio, sorretti da una cintura nera. Le scarpe, anch’esse nere, erano a punta e con il tacco sottile. Di sopra indossava una camicetta chiara di una tonalità sul beige non uniforme, molto corta tanto da lasciarle scoperta la pancia ed i fianchi. Si intravedeva sul davanti una porzione suo bel seno, per il resto nascosto da una canotta marrone. Aveva una collana di grosse perle nere, ed alle orecchie due vistosi anelli in argento. I capelli raccolti dietro alla testa le conferivano un’aria più matura. Sedette al tavolo senza degnarmi di uno sguardo... se solo avesse saputo quanto successo la sera prima! Il pranzo fu ottimo, la serata proseguì allietata da un gruppo musicale che interpretava canzoni degli anni 80. La vedevo ogni tanto entrare ed uscire oltre l’uscio del vasto terrazzo, apparentemente inquieta... il cellulare sempre a portata di mano. Verso le undici vidi l’intera famiglia alzarli dalle sedie attorno al tavolino di cristallo... immaginai che stavano andando a dormire. Entrai subito in agitazione, ostentando falsi sbadigli per lasciare intendere ai miei amici che era giunta l’ora di andare a dormire, ma loro sembravano non volerne sapere, al contrario Claudio aveva abbordato una donna molto carina ed era impegnato con lei in una discussione. Lui ci sapeva fare: probabile che sarebbe ...